Xperia L1. Bianco, nero, smart & fast

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L’inconfondibile design Sony, un ampio display HD da 5,5” e linee arrotondate per una comoda impugnatura sono il biglietto da visita del nuovo smartphone di Sony Mobile: Xperia L1. Un device elegante, disponibile in due colori nero e bianco, progettato per garantire performance fluide con un’efficiente potenza di elaborazione e un’ampia memoria. A garantire un’esperienza d’uso veloce e senza interruzioni di Xperia L1 c’è la piattaforma Quad-core con capacità 4G LTE e l’aiuto prezioso della funzionalità “Smart Cleaner” che lavora con discrezione “dietro le quinte” rimuovendo automaticamente i processi inutilizzati e i dati nella cache. Anche scaricare e salvare i contenuti è semplice, grazie allo slot per microSD card in grado di gestire fino a ben 256 GB. E quindi capace di contenere immagini e video in tutta sicurezza. Altro plus di Xperia L1 è l’interfaccia utente “Xperia Tips”, che apprende e si adegua personalizzando alcune funzioni, così da rendere le attività quotidiane semplici e divertenti. Tanto più che in Xperia L1, “Xperia Tips” è abbinata alla tecnologia “Xperia Actions” in grado di adattare con reattività le impostazioni e le funzionalità del device in base a dove ci si trova. Così la modalità “Good Night” imposta automaticamente il device su “Non disturbare”, abbassando la luminosità del display e assicurandosi che non ci sia alcuna interruzione durante la ricarica.

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Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  – novità tecnologiche – e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.

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