Luci della città

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10:04 PM. Le 03:04 italiane. Una delle cose che più amo di un viaggio simile è il viaggio vero e proprio. Volevo ad ogni costo prendere un aereo in particolare: l’Airbus A380, senza ombra di dubbio uno dei più importanti modelli al mondo. E così, grazie ad Emirates, Tra La La Land, Oceania ed un po’ di Bruce Springsteen, le otto ore di viaggio sono, ed è proprio il caso di dirlo, volate.

Ma il momento più emozionante è quando dal JFK arrivi al Kennedy Bridge e, per la prima volta, vedi la skyline di Manhattan. Non è importante che tu ci sia già stato o sia la prima volta che la vedi: toglie sempre il fiato. La conosci, sapresti nominare tutti i principali palazzi, ma averla sotto mano e vedere le sue mille luci è un’esperienza che ti fa capire di essere arrivato in quello che davvero è il centro del mondo.

E poi, giusto il tempo di arrivare all’appartamento, ammirare la scala antincendio, così tipica di New York, e gioire perché stanno trasmettendo un episodio di Big Bang Theory che la fatica del viaggio inizia a ricordarti che da domani si comincia a fare sul serio.

New York, here I am.

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l’Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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