L’uomo che sussurra alla musica

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“Esiste un uomo che non suona per diventare famoso,  lo fa solo perchè è uno dei prescelti dalla musica stessa  affinchè la possa rendere più bella.”

Chi sostiene che un musicista del Varanasi debba suonare musica indiana con sitar e tablas? Uno dei Monti Appalachi suonare il bluegrass? E così uno di Napoli, la Tarantella? La musica folk è fondamentale per mantenere vive le impronte culturali che per secoli hanno arricchito la scena etnica di ogni luogo del pianeta. Ma la curiosità, la ricerca, la passione e l’amore per la musica devono condurre un musicista scozzese ad interpretare il gospel, un afro-americano suonare la pizzica o un musicista brasiliano ad abbracciare tutte le atmosfere ed i suoni del mondo.

Certo, il musicista brasiliano  Tiago De Oliveira Gusmao, probabilmente, non suonerà mai il sitar come Ravi Shankar, il banjo come Earl Scruggs, il flauto come Roland Kirk, il violino come Sthephane Grappellì, la fisarmonica come Flaco Jimenez, la tromba come Miles Davis e la chitarra come Paco de Lucia, ma Tiago si allena quotidianamente per suonare tutti questi strumenti, più altri ancora, sempre meglio. Perchè Tiago De Oliveira Gusmao ama la musica, rispetta la musica, vive e si nutre totalmente di musica.

Mike Oldfield, di un tema simile,  ha fatto un disco di successo, Tiago ne ha fatto la propria vita. Pur essendo laureato in ingegneria, ha lasciato la città di Salvador per andare a vivere in una terra magica, tra foreste e cascate, montagne dalle cime tronche e panorami ispiratori. Terra povera di lussi ma ricca di stimoli. Luogo ideale per realizzare i sogni musicali.

Quando si sveglia il mattino, nella sua casa nella foresta della Vale do Capao, ai confini della Chapada Diamantina nello stato della Bahia,  lì dove anche Jimmy Page trovò ospitalità, Tiago suona. Durante la giornata, al fianco della sua compagna Carolina che, naturalmente è musicista e, soprattutto, interprete di talento, Tiago suona. Suona spesso insieme a tutti gli amici che si avventurano a raggiungere la sua ospitale casa. Al tramonto, nel silenzio della foresta, dove solo il vento si permette di imporre il ritmo alle foglie fruscianti degli alberi, per addormentare i suoi splendidi bimbi, Tiago suona, anzi, sussurra dolcemente con le note della kalimba.

I due bimbi possono utilizzare ogni strumento musicale, il padre li incoraggia, molti li ha costruiti lui stesso. Loro li conoscono e rispettano e sanno qual’è la differenza con un comune giocattolo. Riescono ad estrarre suoni articolati dal flauto, dall’armonica, dai tamburelli, dalla tromba. Per loro sono oggetti familiari, un puro e sonoro divertimento. In questa casa nessuno urla, si sussurra, solo la musica ha libertà di uscire dai toni pacati.

La Vale do Capao è un luogo particolare e, altrettanto particolari sono i suoi abitanti, non i nativi che si dedicano ad attività tradizionali, ma coloro che hanno deciso di trasferirsi in questo posto spiritualmente magico (vedi il racconto: i Nuovi Hippy suonano nella foresta). Molti sono artisti: alcuni musicisti, alcuni interpreti, altri danzano, alcuni sono giocolieri. Ogni forma di spettacolo trova un’entusiasmante accoglienza.

Tiago condivide il suo talento, i suoi strumenti ed il suo stile, in varie formazioni. Talvolta si esprime in un jazz ritmico ed ipnotico, talvolta percorre suoni di terre lontane e a volte le sue corde celebrano una profonda meditazione, altre ancora, con delicata dolcezza, accompagna la voce di Carolina in un canto rivestito di totale armonia. (EnArmonia)

Carolina era già pronta ad assorbire, e fare anche sua, tutta la bellezza della musica e del canto. Anni di esercizi e di studio l’hanno resa musicista e, soprattutto, interprete talentuosa. Mentre Tiago ha come punti di riferimento la genialità di Herbie Hancock e quella di Baden Powell, lei spazia tra Grace Slick ed Amalia Rodriguez, tra Maria Bethania ed Edith Piaf.

Carolina e Tiago non sono un duo, sono un’orchestra sempre alla ricerca di nuove note, nuove atmosfere, nuove avventure musicali. Potete far loro ascoltare “Gli uccelli” di Franco Battiato o “Paint it black” dei Rolling Stones, che dopo pochi minuti ve ne daranno una loro personale versione.

“Perfume Cigano” (Perfume Cigano) è uno dei progetti che li vede insieme. Loro, con altre musiciste e danzatrici, sorvolano un territorio composto da foreste, deserti e civiltà, attraverso i confini musicali brasiliani, nordafricani, iberici, del sud dell’Italia e dei Paesi balcanici. Una festa di ritmi diversi, di lingue diverse, di tradizioni diverse, accomunati dallo stesso profondo amore per la propria musica.

Tiago De Olivera Gusmao  non sarà mai una rockstar, non avrà folle oceaniche radunate sotto il suo palco, ma quando lui suona  le farfalle si adagiano ad ascoltare, gli uccellini smettono di cinguettare ed anche l’aquila scende dalle alte cime per cogliere ogni nota di questo splendido suonare.

 

 

 

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Massimo Bonelli
Ex Direttore Generale della Sony Music, ha trascorso 35 anni nel mondo del marketing e della promozione discografica, sempre accompagnato da una grande passione per la musica. Lavorava alla EMI quando, in un periodo di grande creatività musicale, John Lennon, Paul McCartney e George Harrison hanno iniziato produzioni proprie di alto livello e i Pink Floyd hanno fatto i loro album più importanti. Sino a quando, con i Duran Duran da una parte ed il punk dall’altra, è arrivato il decennio più controverso della musica.In CBS (più tardi Sony), ha contribuito alla ricerca e al lancio di un numero considerevole di artisti, alcuni “mordi e fuggi” come Spandau Ballet o Europe, altri storici come Bob Dylan, Bruce Springsteen, Cindy Lauper, Franco Battiato, George Michael, Claudio Baglioni, Jovanotti, Pearl Jam, Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e tanti altri…Si fatica davvero a individuare un artista con il quale non abbia mai lavorato, nel corso della sua lunga vita tra pop e rock.