Clementino è un “vulcano”

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Clementino

Vulcano
di Clementino
Voto: 8
Universal Music

Clementino esce oggi con Vulcano, nuovo disco che rappresenta lo spirito con il quale il rapper si racconta nei testi, sul palco nei live e non fa mancare nelle conferenze stampa con le diverse testate giornalistiche o online.

Nella conferenza stampa, tenutasi in Universal, Clementino ha raccontato molto di questo Vulcano. Un disco registrato tra Napoli e Amsterdam.
Clementino, nasce a Cimitile, un paesino vicino Nola. Racconta la sua voglia di riscatto diversa da  altri rapper con il passato burrascoso, ma in diritto di esserci perché, come racconta lui con giustificata fierezza, quando vivi in un paesino dove non c’è alcuna opportunità, anche solo spostarsi a Napoli diventa un passo importante verso qualcosa di grande. Quindi Milano, cantare sul palco di Sanremo sono motivi di orgoglio non solo per se stesso, ma anche per la sua gente. Non importa se si arriva primi o ultimi, l’importante è esserci, nel senso più positivo. Fedeli alle proprie radici, ma con la capacità di essere versatili e Clementino riesce ad esserlo sia nella vita di tutti i giorni che con la musica e lo presenta molto bene in quest’ultimo lavoro: dal “bum cha anni ’90”, alla tarantella rivisitata, sempre con l’originalità di Clementino; ecco Vulcano. “Non voglio essere qualcuno che assomiglia a… Voglio essere io, Clementino e nessun altro”. Ecco per l’appunto l’acronimo I.E.N.A (Io E Nessun Altro).

Il racconto delle strade, dei ragazzi che non hanno spazi e che sono costretti a rimanere fermi. Clementino riesce a raccontare quelle realtà con sincero trasporto perché ancora le vive, le respira, sapendo di non esserne ancorato. Ragazzi fuori (brano presentato per la prima volta a Sanremo 2017), insieme a Stamm ccà e Spartanapoli sono solo alcune delle tracce più rappresentative di quanto detto.
Legato anche al cinema, da attore di teatro, fa un grande tributo a Paolo Sorrentino, intitolando l’ultimo brano dell’album con il nome del regista e facendo un collage delle frasi più celebri contenute nei suoi film.
Un’altra anima di Vulcano sono i dissing, i giochi di parole, gli incastri che non sono rivolti a nessuno in particolare, ma voltano a far pensare l’ascoltatore e sembra quasi siano stati scritti in freestyle, disciplina nella quale Clementino, in passato (e forse anche ora, ma non ci è dato sapere), se la cavava piuttosto egregiamente.

“Tu sei un McDonald’s vendi un milione di copie, io sono mozzarella vendo meno e son più buona”

Clementino non è mai incazzato, anche se non ha paura di dire le cose in faccia e raccontarle a suo modo, mischiando napoletano e italiano. «Ho voluto fare un disco solo mio, in cui io sono al centro. Ho passato troppo tempo a dare tanto a tutti», ecco spiegata l’assenza di featuring nel disco. Per questo disco si è concentrato solo sulla sua musica, non certo figlio di una condotta strafottente, bensì di una maggiore consapevolezza selettiva.

I dissing, si sa, funzionano particolarmente quando sono divertenti, ma riuscire in un solo brano a colpire un’intera categoria, quella degli scienziati improvvisati, è magistrale.

“C’è chi con dieci like e tre commenti si sente forte, chi non sa che c’è un deserto da superare”

Ma in Vulcano non c’è solo la sofferenza di un ragazzo che vorrebbe vedere il proprio Paese rialzare la testa, la voglia di riscatto, la tecnica o il divertimento dei dissing, c’è anche l’amore “Perché lottare senza armi forse è il modo giusto”.
Nel disco c’è tanto, di sicuro sarà una pietra importante per il rap italiano. Dovreste comprarlo e ascoltarlo, ognuno di voi ha in sé un Vulcano, ma nessun scienziato potrà sapere con certezza quando e se erutterà.

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Mi chiamo Tyrone, vivo a Milano ed ho 21 anni. Ho iniziato ad ascoltare il rap perché rispecchiava la mia persona: il rap dice le cose nello stesso modo con cui amo dirle io, in modo pungente ed efficace. Le prime recensioni le ho scritte con il desiderio di spiegare il rap e di dare un'interpretazione che desse peso e importanza ad ogni parola scritta nei testi. Questa passione si è intensificata a tal punto da desiderare di poter lavorare con il rap e per il rap. Grazie al rap, dal quale sono stato in qualche modo ispirato, ho scritto il mio primo libro: Fattore H, edito da Rizzoli.