I demoni custodi di Francesco Salvi

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Francesco Salvi
Foto di Matteo Cavenago

Comico, attore, cantante, scrittore. Ora Francesco Salvi è anche pittore. All’Antico Oratorio della Passione della basilica di Sant’Ambrogio a Milano è in corso la sua prima mostra: l’ha organizzata la prestigiosa Galleria Glauco Cavaciuti e resterà aperta fino al 30 marzo. Molto significativo il titolo: I Demoni custodi – La città assediata. Quando si dice mettere insieme il diavolo e l’acquasanta. Niente di irrispettoso, per carità. Ma Salvi è fatto così, ama i calembour, meglio se basati sulla provocazione.

In ogni caso non deve sorprendere questa sua nuova attività. Perché in realtà “nuova” lo è fino a un certo punto. Anzi, per dire le cose come stanno, il disegno e la pittura sono state le sue prime passioni. Francesco ha in tasca una laurea in architettura. Solo che poi è sopraggiunto l’amore per il cabaret. Iniziò nel mitico Derby, poi arrivò il successo dirompente di Drive In e tanta televisione, compreso un programma tutto suo, il MegaSalviShow. Quindi il cinema, poi le serie Tv (da Un medico in famiglia a Un passo dal cielo). Ha inciso anche parecchi dischi, collezionando diversi successi, da C’è da spostare una macchina a Esatto.

Insomma, nessuno può mettere in discussione che sia un personaggio poliedrico, spesso capace di sorprendere. Come con le opere presentate in questa mostra. Che sono di due tipi: le “opere su carta”, di piccole dimensioni e realizzate nel corso degli anni. E le “opere su tela”, tutte di 150 x 100 cm, e realizzate d’impeto negli ultimi mesi, nel laboratorio messogli a disposizione dal collega-amico Mario Arlati. Sono quadri, come scrive Cosimo Mero nel catalogo che documenta la mostra, che dimostrano «che Francesco Salvi abbia il suo “genius natalis” ossia uno o più spiritelli, angeli o demoni, che lo accompagnano».

Francesco Salvi
Foto di Matteo Cavenago

«Incredibile» scrive ancora Cosimo Mero «cosa si può nascondere dietro al volto di un comico come Salvi, artista davvero eclettico e votato ad una espressività che potremmo definire integrale se non totale. È una tendenza che ben sintetizza molte istanze del cosiddetto postmodernismo e ci richiama pure lo squilibrio picaresco dell’età barocca o seicentesca, periodo storico e culturale ricco di corrispondenze con i nostri tempi: stati emotivi contrastanti, irrequietezza, avventurosi viaggi nel cosmo disordinato e ombroso dell’essere e rientri veloci nella luce e nell’ordine ma in “divieto di sosta” e pagandone la multa».
Parole esagerate? No, dopo aver visto il lavoro svolto da Francesco Salvi.

Francesco Salvi
Foto di Matteo Cavenago

 

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".