Day 3: Let’s Pop

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Sabato 25 marzo. In una New York che per la prima volta ha iniziato ad avere delle temperature primaverili le prime due tappe non potevano che essere all’aperto, per apprezzare il più possibile la bella giornata. Appuntamento quindi tra la Settima e la 53esima e tra la Sesta e la 55sima per vedere Hope e Love, le due sculture di Robert Indiana, diventate simbolo della città.

Love
Hope

A due passi dalle sculture c’è il MoMa, il Museo di arte moderna. Uno dei musei da non perdere, a mio parere di gran lunga superiore rispetto al Met od al Guggenheim. Tra i pezzi più pregiati ci sono “La notte stellata” di Van Gogh, “Les demoiselles d’Avignon” di Picasso, “Le Ninfee” di Monet, ma soprattutto “Campbell’s Soup Cans” di Andy Warhol. In più una meravigliosa galleria fotografica sviluppata e curata da John Szarkowski.

“Le Ninfee” di Claude Monet

Uno degli aspetti più belli della città è che ti permettere di perderti tra le sue vie, passando, dopo solo pochi metri, a realtà completamente diverse. In particolare amo girare nel Greenwich Village, il quartiere che ha ospitato a lungo Bob Dylan e visto nascere artisti del calibro di Woody Allen, Andy Warhol, Paul Simon, Art Garfunkel, Joni Mitchell, Frank Zappa o Lou Reed, solo per citarne alcuni.

Un piccolo aneddoto sul Village: un tempo il quartiere era un villaggio colonico separato dal resto della città. Per questo motivo le vie del quartiere non seguono il tipico reticolato di Manhattan. Inoltre, a differenza del resto della città, sono identificate con un nome e non con un numero.

Al 90 di Bedford St. si trova l’appartamento della serie TV “Friends”

E come tutte le giornate di sole richiedono, non poteva mancare una passeggiata a Central Park, anche se solo per pochi minuti. Per riposarsi, prendere fiato e realizzare di essere in uno dei posti più belli del mondo.

Central Park
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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.