Canova: «La chiave del successo? Avere zero aspettative»

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Proseguiamo il nostro percorso nella ricerca dei protagonisti della musica italiana del futuro con questa intervista a Matteo Mobrici dei Canova: band milanese, tra le nuove leve dell’ “ondata indie”, reduce dalla pubblicazione del primo disco, Avete ragione tutti.

Chi sono i Canova?
Per ora mi limito a definirci una band di quattro amici, ma forse tra qualche anno capiremo meglio chi siamo.

Il nome da dove nasce?
Intanto volevamo avere un nome italiano. Una sera giravamo per Milano e in una piazza c’era un cartellone che promuoveva una mostra su Canova. Quando c’è caduto l’occhio su quella scritta ci siamo immaginati il nostro nome, con quelle dimensioni, all’ingresso di un locale. L’idea ci è piaciuta molto e così sono nati i Canova.

In questo periodo c’è un’esplosione della musica indie, intesa ora quasi come genere. Cosa pensi dei tuoi “colleghi”?
È un gran bel momento per la musica italiana e ne siamo veramente felici, difatti stimiamo molti dei ragazzi che sono protagonisti di questa nuova ondata. Non so dirti se si tratti di musica indie o altro: generalmente parlo semplicemente di canzoni italiane. Siamo tornati alle origini, alla “forma canzone”.

C’è una canzone italiana in particolare che ti piacerebbe aver scritto?
Ce ne sono tantissime: noi siamo cresciuti con le canzoni italiane degli anni ’60 e ’70. Comunque, se dovessi sceglierne una, sparerei alto: Ancora tu di Lucio Battisti.

Il vostro disco è uscito ormai da diversi mesi: sono state rispettate le aspettative che avevate?
Forse la chiave di questo successo è che non avevamo aspettative. A dimostrazione di quello che ho appena detto, il fatto che l’album sia stato registrato in appena 6 giorni e in totale libertà. Certo, se alla base ci fosse stato un lavoro più “pensato”, ci saremmo stati dietro per alcuni mesi.
Quello che sta succedendo ora è una continua sorpresa: siamo in tour da gennaio, a maggio inizierà la tournée estiva e da settembre ci sarà un’altra leg che continuerà fino a quando ci sarà richiesta. Insomma, tutto sta girando alla grande.

Nel frattempo ci sono altre canzoni che bollono in pentola?
Certo, stiamo già scrivendo: per noi comporre canzoni non è un mestiere, ma quasi un’esigenza.
Comunque, forse succederà qualcosa prima dell’estate, ma purtroppo non posso anticipare nulla perché siamo ancora in fase di valutazione. Però, sì: qualcosa bolle in pentola!

Tornando al disco, s’intitola Avete ragione tutti. Tutti chi?
Tutti! Noi compresi.
Adesso stiamo lavorando con Maciste dischi, ma quell’album lo abbiamo registrato da indipendenti e l’abbiamo fatto in totale autonomia, senza ascoltare i consigli di nessuno. Era il nostro primo album, ma avevamo alle spalle 4 anni di concerti: la vera gavetta in locali quasi sempre vuoti, ma utilissima per rodare la band e trovare il sound “giusto”. Ecco, in quel periodo erano tutti prodighi di consigli: dal più esperto, a quello che faceva i panini nei locali. Consigli che noi facevamo sempre finta di ascoltare, ma che in realtà ci entravano da un orecchio e ci uscivano dall’altro. Quindi questo è un titolo “scaramantico” con il quale ci auguriamo di continuare a fare di testa nostra.

C’è un elemento che non può mancare in una canzone dei Canova?
Il rock ’n’ roll. E questo sia da un punto di vista testuale, con testi un po’ spinti con qualche riferimento sessuale, sia dal punto di vista della gestione del sound. Anche in un brano lento cerchiamo di mettere del rock ’n’ roll.

Se dovessi farti un augurio per il futuro, quale sarebbe?
Di riuscire a rimanere vicino alla gente: suonare in luoghi in cui ci sia un contatto diretto con chi ci viene ad ascoltare.

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Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe ’93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all’Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia. Mi trovate anche su D.Repubblica.it, Amica.it, La Nuova Venezia, il Mattino di Padova e la Tribuna di Treviso.