In viaggio con Jacqueline. Muuh

Allevatore arabo invade piacevolmente la Francia

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In viaggio con Jacqueline
di Mohamed Hamidi
con Fatsah Bouyahmed, Lambert Wilson, Jamel Debbouze, Christian Ameri, Fehd Benchemsi.
Voto: muuh

Il signor Fatah, contadino algerino sposato con figli e ossessionato dal Salone dell’agricoltura di Parigi, nonostante le perplessità di famigliari e compaesani sbarca a Marsiglia e attraversa la Francia verso Parigi con la sua bella mucca da concorso Jacqueline. Su suolo francese suscita tiepidi sarcasmi populisti e molta curiosità tra le anime semplici e infine raccoglie ampi consensi popolari: ha il dono di lanciare autentici slogan massmediologici adatti ai social e alla tv come “è colpa delle pere”, tormentone nato da un messaggio alla moglie gelosa per scusarsi di comportamenti imbarazzanti dovuti a un grappino. Strada facendo, il nostro allevatore filosofo che osserva le differenze culturali raccatta il cognato seccato e un nobile francese decaduto, ma cuor d’oro, che l’accompagnano verso il semplice trionfo finale dopo alcune oneste risate e un certo buon umore diffuso. Il film fa esplicito riferimento a un altro on-the-road con mucca (La vacca e il prigioniero di Verneuil con Fernandel) e, dice il regista, anche a Una storia vera di David Lynch: da qui in poi definire un film  una “vaccata” potrebbe essere assolutamente non dispregiativo in tempi di vacche magre per il grande schermo e la tolleranza. Si leva un muggito di speranza per la convivenza in Europa.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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