Day 7: From the top of the world

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In una New York finalmente splendente e irradiata da un caldo sole la prima tappa di questa giornata è stata il 9/11 Memorial, il memoriale realizzato per ricordare le vittime degli attentati dell’11 settembre ed installato dove un tempo sorgevano le Torri Gemelle. Il monumento è composto da due fontane che implodono andando sotto terra, mentre intorno alla struttura sono incisi i nomi di tutte le 2.996 persone decedute.

Il 9\11 Memorial

Usanza vuole che, il giorno del compleanno di ognuna delle vittime, venga posta una rosa bianca sul suo nome. Il monumento è meraviglioso, lascia sbalorditi e senza parole. La sensazione più intensa che si prova è quella di smarrimento perché trovarsi sul luogo dell’attentato fa ancora di più comprendere quanto devastante sia stato. A pochi metri del memoriale c’è il Survivor tree: un albero, l’unico albero della piazza che è riuscito a sopravvivere all’attacco del 2001.

Ai lati del Memorial si erge il One World Trade Center, il grattacielo più alto di New York, primo di un progetto totale di 7 edifici che negli anni saranno completati e prenderanno il posto del vecchio Trade Center. E’ alto 1776 piedi (541 metri), una scelta non casuale perché nel 1776 ci fu la dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti. Dal suo osservatorio, posto al 102° piano, si ha una vista su downtown che nessun altro grattacielo è in grado di offrire. Trovandosi proprio “dentro” gli altri edifici della skyline non fornisce la vista che danno l’Empire State Building od il Rockfeller Center, ma permette di apprezzare molto meglio la meravigliosa topografia della città. Il tutto è condito da una salita verso il cielo interattiva che mostra l’evoluzione, negli anni, della skyline di Manhattan.

La vista dal One World Observatory

Downton è anche il punto da cui parte il Brooklyn Bridge. Percorrerlo a piedi è un must. Quel che consiglio di fare, a differenza di quel che suggerisce la logica, non è di scendere alla fermata Brooklyn Bridge, ma di andare oltre, arrivare a Brooklyn e percorrerlo al contrario. In questo modo si avrà davanti ai propri occhi la skyline di Manhattan che altrimenti rimarrebbe alle proprie spalle.

Il Ponte di Brooklyn non ha bisogno di essere descritto o raccontato perché talmente iconico che ogni commento risulterebbe superfluo. Credo sia sufficiente dire che ogni singolo passo riesce ad emozionare.

Il Brooklyn Bridge con vista su Manhattan
Il Brooklyn Bridge

 

 

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.