Brunori Sas, a Cosenza tutto (molto) bene!

404
0
Foto di Benedetta Balloni tratta dalla pagina Facebook di Brunori

Andare ad un concerto di Brunori Sas al teatro Rendano a Cosenza è un po’ come ascoltare Cremonini a Bologna, Venditti a Roma o – e chi mi conosce sa quanto valore abbia questo paragone – Ligabue al Campovolo: una festa! Perché Dario Brunori in Calabria ci è nato ed ha deciso di viverci (a San Fili per l’esattezza, a pochissimi chilometri da Cosenza) e chissà quante volte – da ragazzino – entrando in quel teatro ha sognato di calcarne il palco e regalare al pubblico musica ed emozione… in quella sala, insomma, si sente davvero a casa. E la “sua Cosenza” ha deciso di premiarlo e accoglierlo nel migliore dei modi: con tanto calore e due date sold-out (29 e 30 marzo) che hanno visto i biglietti sparire dalla circolazione alla velocità della luce.

È molto emozionato ed è lui stesso ad ammetterlo quando, nella seconda serata – dopo aver iniziato eseguendo un paio di canzoni del nuovo album (ndr. La verità e l’Uomo Nero), a fatica riesce a scandire le parole. «In queste date cosentine posso davvero dirlo: a casa tutto bene!»– dice – e poi aggiunge con fare confidenziale e divertito di chi sa di trovarsi davanti ad un pubblico affettuoso ed amico: «Non posso proprio lamentarmi, è un periodo in cui va tutto bene… ma lo sapete, per noi calabresi non potersi lamentare è una tragedia… quindi ultimamente mi sto lamentando di non potermi lamentare!».

Risate, applausi, cori da stadio e apprezzamenti di ogni genere – che arrivano soprattutto dal pubblico femminile in sala – scorrono insieme alle sue canzoni. Nel primo blocco Brunori esegue una dopo l’altra la maggior parte dei brani di A casa tutto bene, l’ultimo album considerato dalla critica un piccolo capolavoro. Canzone contro la paura e Lamezia-Milano infiammano il Rendano ed anche la band che sul palco esegue magistralmente ogni pezzo mostrando una strabiliante fedeltà al lavoro fatto in studio.
È la volta dei pezzi di repertorio, anche quelli un po’ romantici che riempiono i vecchi album del cantautore e che – in questa scaletta – si sposano benissimo con la svolta sociale ed impegnate del nuovo lavoro . E via con Come Stai – eseguita con commozione perché dedicata al padre dell’artista – Fra milioni di stelle, Pornoromanzo, Le quattro Volte, Lei, Lui, Firenze e Arrivederci Tristezza per poi tornare alle novità con La vita liquida, Sabato Bestiale e Don Abbondio.
Le date cosentine permettono – tra le altre cose – alla Sas qualche chicca: su tutti i brani di A casa tutto bene gli artisti si avvalgono delle performance live dei Taca Boom, un gruppo che ha collaborato – durante la realizzazione dell’album – con la squadra di Brunori. Su Il costume da Torero – canzone presa in prestito per una citazione anche da Matteo Renzi, al lingotto di Torino, nel suo discorso di candidatura alla segreteria – il palco viene addirittura invaso da alcuni ragazzini che fanno da coro a Dario ricordando che “La realtà è una  merda ma non finisce qua”.  L’intera troupe è inoltre accompagnata da tre “musicisti” d’eccezione (uno dei quali è il piccolo Francesco Bunori, nipote d’arte citato anche nel testo di Lamezia-Milano).

Per i bis Brunori rientra da solo sul palco e si siede al piano, illuminato solo da un occhio di bue. Prima di riprendere a cantare beve quello che dice essere un bicchiere di whisky e dal pubblico si sente una voce che lo sgrida: «Dario!!!!». «È mia Mamma seduta in platea», ammette il cantautore che non perde l’occasione per “illuminarla”, salutarla e metterla un po’ in imbarazzo. Guardia ’82 è cantata da tutto il teatro che forse conosce tanto quanto Dario le torride e piene estati sulle spiagge calabresi, così come è molto partecipata l’esecuzione di Kurt Cobain.
Il concerto si chiude con la band riunita sul palco, sulle note della nuova e riuscitissima Secondo me. «Questo pezzo è piaciuto molto – confessa – ma c’è una frase, un inciso, che ha fatto arrabbiare tanto mia suocera… c’è anche lei stasera!». Siamo pronti a scommettere che si tratta di “Secondo me dato che sono dicott’anni che ci vogliamo bene e che dormiamo insieme a che ci serve un prete o un messo comunale? Se c’è una cosa innaturale è doversi dare un bacio davanti a un pubblico ufficiale!”

Di seguito il video del piccolo coro pubblicato sulla pagina ufficiale di Brunori Sas (la performance è della serata del 29 marzo).

"La realtà è una merda, ma non finisce qua."Ieri, a Cosenza, i nostri piccoli toreri hanno salvato il mondo con un tocco di poesia. Momento indimenticabile. Si replica stasera, a più tardi.

Posted by Brunori Sas on Donnerstag, 30. März 2017

CONDIVIDI
Classe 1991, calabrese, testarda e abitudinaria. Diplomata al Classico, oggi sono una studentessa di Giurisprudenza presso l'Università di Salerno che spera, un giorno, di far diventare l'amore per la penna il suo mestiere. Amo il mare - soprattutto quello di casa mia - e vivo spesso con la valigia tra le mani perché mi piace viaggiare e scoprire posti nuovi. Le grandi passioni della mia vita però sono soprattutto tre: la politica, la scrittura e Luciano Ligabue. Ho così tanti sogni nel cassetto che non so più dove mettere i vestiti!