Mogol, Lavezzi, Mussida lanciano una petizione per cambiare il regolamento del Festival di Sanremo

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Un insieme di cose, non sempre facili da decifrare. Una conferenza stampa convocata in centro a Milano per lanciare un’idea che potrebbe cambiare il prossimo regolamento del Festival di Sanremo. E già qui è necessario un chiarimento: «Chiamiamolo Festival della canzone italiana» tiene a precisare Mario Lavezzi, che diventa il principale portavoce delle idee che animano un già folto gruppo di autori e operatori nel mondo dello spettacolo.
Una petizione inviata ai direttori Rai, al Comune di Sanremo e perfino al ministro Franceschini. Una petizione che vorrebbe riportare la canzone al centro della manifestazione, dove la selezione dovrà essere fatta partendo appunto dal brani e non dall’interprete. Quindi l’avvio di una selezione di canzoni che potranno poi essere assegnate agli interpreti. «Non faccio nomi, ma quest’anno ho scritto una canzone con Mogol e l’abbiamo proposta a un cantautore, che però l’ha giudicata non in linea con il suo percorso. Eppure sono convinto che si tratta di una buona canzone. Perché, parliamo chiaro, – continua Lavezzi – non tutti gli anni un autore o cantautore riesce a produrre canzoni che si faranno ricordare negli anni a seguire. Lo aveva capito bene Lucio Dalla, che ha cantanto Canzone di Samuele Bersani, Attenti al lupo di Ron e la mia Vita in duetto con Gianni Morandi. Certo occorre avere intelligenza per accettare anche canzoni scritte da altri, Dalla ne aveva».
Un breve collegamento video mostra anche il parere di Mogol, che non ha potuto essere presente per l’accavallarsi con un altro impegno, anche lui d’accordo su questa iniziativa che potrebbe essere utile anche ai giovani autori, altrimenti lasciati fuori dai soliti giri.
Che l’iniziativa abbia un certo credito tra gli autori affermati lo attesta anche la presenza di Alfredo Rapetti, in arte Cheope che, pur avendo avuto successo con le canzoni affidate a Francesca Michielin l’anno scorso e Michele Bravi quest’anno, auspica un cambio di passo: «Questa è un’iniziativa che cerca di far emergere la musica di qualità e che certamente potrà offrire qualche possibilità in più agli autori più giovani. È tanto che da Sanremo non escano canzoni che vengono ricordate nei decenni a seguire».
Per parte sua Franco Mussida, impegnatissimo con la sua scuola CPM che dopo trent’anni è in attesa di ufficializzare un riconoscimento importante, rimarca il fatto che il meccanismo della gara non l’ha mai fatto impazzire: «Sì, perché giudicare la creatività non è mai stato facile. Oggi poi il mondo degli interpreti è diventato prioritario, quindi associare le canzoni ai cantanti diventa interessante per i cantanti stessi. Il mondo degli interpreti non è così libero nello scegliere, il meccanismo di selezione è praticamente obbligato, si tratta quindi di spostare il baricentro dalla visione di gara e associarlo alle canzoni. Trovo per esempio importante la valorizzazione dei dialetti nella canzone italiana, che sono meravigliosi quando affrontati in maniera poetica, perché non dare visibilità ai tanti profumi di cui è piena la nostra penisola?».
Presente anche Alberto Salerno, autore di successi straordinari come Io vagabondo: «È il repertorio che fa la storia di un artista e questa petizione potrebbe aprire la strada a tanti giovani che hanno voglia di scrivere. Nel nostro piccolo abbiamo avviato il progetto Officina della musica e delle parole, dove invitiamo ragazzi sconosciuti che vogliono misurarsi con la musica e li aiutiamo a sistemare le canzoni, perché la scrittura è alla base di tutto».
Nell’occasione è stato annunciata la seconda edizione di «Campus Band», un concorso nazionale per studenti sotto i 25 anni sostenuto dalla Siae. Il vincitore avrà modo di pubblicare un singolo e ricevere una borsa di studio. Regolamento al sito www.campusband.it

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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).