Fabri Fibra è l’artista del mese di aprile su Spettakolo

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Foto di Sha Ribeiro

Spettakolo.it per il mese di aprile (e non è un pesce) ha deciso di nominare come “artista del mese” Fabri Fibra.

Fabrizio Tarducci, in arte Fabri Fibra, nasce a Senigallia,il 17 ottobre 1976. È l’artista rap che è stato capace di dare una svolta all’industria musicale italiana e al rap stesso, approdando per la prima volta nel 2006 in una major, l’Universal Music, con un disco rap a pieno titolo, non edulcorato, duro e crudo. Questo disco è Tradimento.
Dai circuiti underground del rap, dal quale aveva già provato ad uscire tempo prima, con Sindrome di fine millennio (prodotto da DJ Lato) e con Turbe Giovanili (prodotto da Neffa), Fabri Fibra sapeva che non ne sarebbe potuto uscire indenne, che molti della scena rap lo avrebbero accusato di alto tradimento per essere diventato un “venduto”. Aveva ragione. Nonostante ciò, Fibra non ha mai rinnegato il suo rap o la cultura hip hop, anzi, li ha portati dove non avevano mai avuto la forza di arrivare, sui grandi palchi, ai grandi eventi: lo ha fatto supportando anche artisti underground che, per scelta o per merito, hanno deciso di non esporsi davanti a un pubblico che avrebbe anche potuto non essere in grado di comprendere il gioco del rap.
Oltre all’accusa da parte dei fans, ha dovuto difendersi e proteggere la sua musica da una stampa che, non conoscendo il linguaggio del rap, le sue metafore e i suoi meccanismi, li etichettava come misogini e violenti.

Fabri Fibra è un artista che ha sempre usato l’ironia, che ha fatto parlare prima la musica e poi il suo personaggio, che è riuscito e tuttora riesce a rinnovarsi continuando ad aumentare e a mantenere un pubblico solido, differente da quello costruito da un prodotto uscito da un talent, merito di una gavetta.
Lui molte volte ha considerato il successo come fuorviante, in grado di fornire un’immagine falsata della realtà.

Ha sempre creato un nuovo personaggio per ogni disco, che poi ha distrutto per potersi rinnovare.
Io odio Fabri Fibra era lo slogan utilizzato da lui stesso per ammortizzare le critiche e non prendersi troppo sul serio, lo scriveva sulle sue maglie e su tutto il merchandising.
Ha messo poco in mostra la sua vita privata, ha parlato sempre poco di se stesso nei dischi, ma Applausi per Fibra, singolo contenuto nell’album Tradimento, fu uno dei pochi dove ha narrato davvero, senza mettere davanti un personaggio, parti della propria vita, mostrando la sofferenza causata dalla separazione dei propri genitori.

Dal 2006 ad oggi sono sei i dischi ufficiali usciti per Universal Music, il settimo sarà Fenomeno, fuori il 7 aprile.
Si unisce alle sue opere musicali anche un libro: Dietrologia – I soldi non finiscono mai, con la prefazione di Marco Travaglio, edito da Rizzoli (2011). Il saggio riporta, come detto dall’autore, dei “pensieri scomodi” in grado di danneggiare il mondo fittizio della politica e della televisione.

Dietrologia – I soldi non finiscono mai

La cosa più facile, traccia contenuta nell’album Uomini di mare, disco scritto e pubblicato quando ancora non era sotto contratto discografico, trattava un argomento comune a molte persone: il bisogno morboso e il dovere di essere per forza dei fenomeni. Argomento che viene trattato anche nell’ultimo singolo omonimo dell’album, Fenomeno.
Se questo sarà il concept o il filo conduttore dell’intero album, non ci è ancora dato sapere, non ci resta che aspettare.

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