Il viaggio. I due nemici irlandesi

La meravigliosa bugia di come venne risolto il conflitto nordirlandese

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Il viaggio
di Nick Hamm
con Timothy Spall, Colm Meaney, Toby Stephens, Catherine McCormack, Ian McElhinney
Voto 8

Se c’è una cosa che rende subito simpatico The Journey di Nick Hamm è che (come tutti i film di questi tempi) è “tratto da una storia vera”, ma è deliziosamente falso. Cioè  racconta un fatto storico, che “è” successo, MA CHE NON SAPREMO MAI COME È SUCCESSO almeno fino a che non renderanno pubblici i documenti. Quindi il regista, non sapendolo neppure lui, il “come” se l’è inventato. E noi adoriamo crederci. Il viaggio spiega come sarebbe stato raggiunto lo storico accordo del 2007 tra gli eterni nemici  della questione nordirlandese: il reverendo Ian Paisley (Spall) per i protestanti filo inglesi e James McGuinness (Heaney) per i cattolici dell’IRA. I due condivisero poi il potere come primo ministro e vice.  Come vennero a patti lo sapranno gli storici. La tesi del film  è un’ipotesi maliziosa nascosta in un evento temporale: in un momento di stallo delle trattative il reverendo Paisley, il protestante sdegnoso, decide di tornare a casa in aereo per festeggiare le nozze d’oro e il cattolico sanguigno, il rivoluzionario McGuinness, si aggrega invocando un comma di sicurezza: durante una trattativa di questo livello dove va uno va anche l’altro. E devono raggiungere un aereo prima che si scateni una tempesta. I due partono senza rivolgersi la parola verso un aeroporto scozzese su un’auto guidata da un autista chiacchierone e perdono prima la scorta, poi la strada, poi una ruota, e alla fine, non vi diciamo come e perché, iniziano a parlarsi. È cinema teatrale, più che tradizionale, “vecchio”, ma fatto così bene (sceneggiatura irresistibile di Colin Bateman) che è un piacere pensare che tutte le cattiverie, le astuzie, le uscite di scena e i rientri da repertorio di quelle anime dannate della politica, siano vere. È tra l’altro un film educativo su come il furore, il sangue e il fuoco possano trasformarsi in dialogo quando non ci speri più…

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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