Le canzoni delle Orme diventano romanze

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Era un’operazione che Michi Dei Rossi aveva in mente almeno da un decennio. Far diventare le canzoni delle Orme delle vere e proprie romanze.

È così che è nato l’ultimo disco della formazione veneta, Classic Orme, di cui il batterista storico va particolarmente orgoglioso: «Se vogliamo è anche un riconoscimento ai due compagni di formazione, Tagliapietra e Pagliuca, che nel corso del tempo hanno preferito dedicarsi a progetti solistici», dice Dei Rossi, «ho assecondato una musica che nasce da dentro, come il trasferimento dell’anima. Romantica, molto romantica, fatta con amore e semplicità. Come Orme avevamo già accarezzato i territori della classica con l’album Florian, ma allora eravamo noi a suonare. Qui il concetto è diverso, sono arrangiamenti fatti apposta, per una formazione orchestrale. È stata mia moglie a introdurmi all’opera anni fa. Ho sempre creduto nelle potenzialità di alcune nostre canzoni per essere rappresentate nel circuito della musica classica. Ho trovato due bravi cantanti, il tenore finlandese Eero Lasorla e la soprano Marta Centuriori che hanno saputo emozionarmi. Entrambi del Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Quando sento una romanza mi vengono brividi, mi succede quando ascolto per esempio Histoire du soldat di Stravinsky. Voglio però tranquillizzare i fan avvisando che in questa, che chiamiamo musica da camera moderna, c’è anche un po’ di prog con il mellotron e l’organo Hammond».

Prossimamente Le Orme saranno al Festival Prog di Villa Bertelli a Forte dei Marmi: «Certo, perché noi siamo sempre stati considerati un gruppo prog e non vogliamo deludere i nostri fan. Loro vogliono ascoltare i nostri primi brani e noi li accontentiamo con Collage, Sguardo verso il cielo e Gioco di bimba, ma anche Felona e Sorona, l’album composto da un’intera suite che adesso riusciamo a suonare per intero con solo tre elementi, io alla batteria e percussioni, Michele Bon alle tastiere e Alessio Trapella alla voce e basso, in sostituzione di Fabio Trentini».

Per quanto riguarda il nuovo album l’intenzione è quella di proporre per il prossimo autunno una serie di concerti con un quintetto d’archi che cambia a seconda delle città toccate. «Bello sarebbe – prosegue Dei Rossi – coinvolgere i Conservatori di varie città e avere così la presenza di un quintetto d’archi locale, un’idea che vorremmo espandere anche per i concerti all’estero». In Giappone per esempio, dove il Prog Italiano ha sempre trovato un’accoglienza entusiastica. Le Orme ci andarono la prima volta nel 2012 in un festival dove suonarono anche i Pooh e Locanda delle Fate.

Un’anteprima live verrà fatta il 22 aprile a Finale Emilia, mentre i collezionisti del Prog sono in fibrillazione per accaparrarsi i vari formati di uscita: cd digipack, vinile 33 giri, vinile 45 giri con due inediti. Tra le canzoni di repertorio troviamo ben tre pezzi da Uomo di pezza del 1972 (Una dolcezza nuova, Gioco di bimba e Breve immagine), due da Storia o leggenda del 1977 (Storia o leggenda e Un angelo), a completare l’album brani da Verità nascoste (1976), L’infinito (2004) e La via della seta (2011). Oltre a due strumentali ispirati da Bach (Ciaccona) e Verdi (Va pensiero), mentre spicca l’inedito Sulle ali di un sogno presentato e respinto dal Festival di Sanremo di tre anni fa. Infine lo strumentale Aria, a conclusione di un album meritevole che riporta in auge il nome di un gruppo che resta saldamente ai primi posti nell’olimpo della storia del pop italiano.

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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).