Il segreto. Polpettone all’irlandese

Melodramma con assassini politici e agnizioni. O forse delirio?

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Il segreto
di Jim Sheridan
con Rooney Mara, Vanessa Redgrave, Jack Reynor, Theo James, Eric Bana, Susan Lynch
Voto 6+

C’era una volta una ragazza troppo bella per stare nello Stato Libero d’Irlanda durante la seconda guerra mondiale: gli uomini per lei perdevano la testa. Se erano dell’IRA la minacciavano perché frequentava un figlio di inglesi, se erano preti la denunciavano per ninfomania perché gli uomini volevano ballare con lei (anche il prete…). La bella ragazza finì in manicomio con l’accusa d’aver ucciso il figlio che aveva avuto dall’inglese, poveretto, ammazzato dall’IRA, forse venduto dal prete che poi raccomandò di internare lei. A metà del film ti convinci che il cattolicesimo irlandese potrebbe essere la dimostrazione dell’inesistenza di Dio (e che aveva ragione Jack Nicholson in Reds a diffidare della rivoluzione russa come una nuova versione del cattolicesimo irlandese). Ma la storia che seguiamo è quella dello smantellamento del manicomio (per farne un bel posto turistico) e il trasferimento dei degenti, tra cui la bella ragazza invecchiata e indomita che da sempre insiste a dire che il bambino non l’aveva ucciso. Trasferimento a cui si oppone perplesso il dottor Greene, che vuole sentire quella storia. E presto capirete perché. Jim Sheridan (Il mio piede sinistro, Nel nome del padre) dice di essere tornato in Irlanda perché stufo di storie di orfane e suore cattive. Eppure, se la storia è realistica, è ancora un melò di ragazze vessate e preti cattivi (la novità è che anche l’IRA stavolta è molto cattiva), se invece vogliamo credere volontarie certe svolte di sceneggiatura e certi personaggi che si comportano come fantasmi, potremmo pensare che sia un delirio manicomiale. Come che sia, per avere ottime attrici il realismo è stato un po’ sacrificato: la bella ragazza da giovane è Rooney Mara (bassa e nera di capelli), da vecchia è Vanessa Redgrave (alta e bionda, ora bianca). Il resto è lacrime e sangue.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori