Joe Bastianich a Vinitaly and the city. Una continua sorpresa

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Pensare a Joe Bastianich al Vinitaly, una delle fiere più importanti al mondo per quanto riguarda il mondo del vino, non sorprende. Vederlo sul palco del Vinitaly and the city, il fuori salone organizzato in città, con il suo Joe Bastianich Project invece, stimola la curiosità e la voglia di andarlo a vedere.
Nella meravigliosa cornice del Cortile del Mercato Vecchio, uno dei ristoratori più importanti del mondo si è esibito in un concerto speciale in cui ha presentato per la prima volta il suo repertorio di inediti. Undici canzoni che spaziano tra folk, blues e rock’n’roll, tirando fuori tutta l’anima a stelle e strisce di Bastianich.

Le canzoni non sono banali, spaziano dai grandi classici americani come Cadillac, che, riprendendo il tema dei motori, molto caro agli statunitensi, racconta di un giro fatto sulla macchina del padre, ad avvenimenti storici che lo hanno segnato, come Twenty snowflakes, forse la più toccante e dura del suo repertorio, che riprende un fatto realmente accaduto nel 2012, quando un uomo entrò in una scuola materna vicino a casa sua uccidendo tutti i bambini presenti. «Ma le canzoni non devono essere solamente allegre e parlare di gioia» dice «A volte devono anche essere tristi e far riflettere». A sorpresa anche una canzone scritta e cantata in italiano, anche se forse un po’ troppo maccheronico, intitolata Mi dispiace.
Cosa spinge un personaggio simile a salire su un palco ed a mettersi in gioco? È proprio lui a dirlo introducendo proprio Twenty snowflakes «La musica, scrivere canzoni, è sempre stata una passione importantissima per me. Aiuta a capire ed a visualizzare le emozioni e le esperienze che fanno parte della mia vita: i miei figli, i miei amori, la mia famiglia. E’ una sorta di terapia».

Non mancano ovviamente le battute pungenti che tanto lo caratterizzano: «Voi italiani siete un po’ fighetti: siete abituati a viaggiare col Frecciarossa, bevendovi un caffè e facendo Milano-Bologna in un’ora. Noi americani viaggiamo sul regionale» od anche «Noi abbiamo la Cadillac, voi la Fiat. Chi vince?». In totale dodici canzoni, undici inediti più False in prison, cover di Johnny Cash, che raccontano bene il personaggio Bastianich e che volano via velocemente, grazie anche ad una band di tutto rispetto formata da Gabriele Tirelli alla chitarra, Lorenzo Ferrari alla batteria, Giacomo Papetti al basso e Roberto Esposito al piano.

Una bella sorpresa.

La scaletta del concerto:
1.Won’t say another world
2.I’m coming for you
3.Burn like the sun
4.Cadillac
5.Joe played guitar
6.I’m leaving
7.Mi dispiace
8.What is a man
9.Twenty snowflakes
10.Prey on pain
11.Make up your mind
12.False in prison (Johnny Cash cover)

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.