Record Store Day, Graziano Romani “sings Bruce Springsteen… again”

Il poliedrico artista emiliano torna sul mercato con tre tributi atipici nel giro di poche settimane, tutti dedicati all’artista del New Jersey. I primi due, un 45 giri e un album rigorosamente in vinile, sono programmati per il 22 aprile in occasione della giornata per la salvaguardia dei negozi di dischi indipendenti. Il terzo, l’atteso Soul crusader again, uscirà invece il 19 maggio per chiudere un percorso specifico dalla durata ormai quasi trentennale

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Iniziamo subito con una settina di quiz, tanto per gradire, volta a stabilire il grado di “springsteenianità” e di “italianrockeraggine” dello (s)fortunato lettore di turno. Quesiti facili facili, in ogni caso e a scanso di equivoci, per chiunque abbia perlomeno raggiunto la maggiore età anagrafica e per tutti coloro che negli ultimi tre decenni non siano stati troppo impegnati a ciurlare nel manico tra ascolti distratti di radio commerciali e partecipazioni svogliate a mega eventi da selfie.

– Qual è stato il primo artista italiano in assoluto ad aver cantato in un’incisione ufficiale un brano di Bruce Springsteen (l’allora inedito Restless nights nel 1989)?

– Qual è l’unico artista tricolore in assoluto ad aver realizzato un album tributo a Springsteen, in questo senso primo addirittura a livello internazionale (Soul crusader – The songs of B.S. del 2001)?

– Qual è l’unico artista europeo a essere presente in entrambi i tributi mondiali dedicati al “paisà” del New Jersey (il doppio One step up–Two steps back: The songs of B.S. del 1997 e il triplo Light of day–A tribute to B.S. del 2003)?

– Qual è l’artista internazionale in assoluto più citato nell’ambito del progetto “no profit-fans by fans” denominato The Springsteen Covers Project con ben tre volumi monografici per 45 brani complessivi interpretati, oltre ad altre sette ‘presenze’ sparse insieme al grande Willie Nile, ai Marah e a Joe D’Urso?

– Qual è l’artista italiano ad aver inciso ufficialmente, “finora”, il maggior numero di brani di Springsteen (22) e averli inseriti nel maggior numero di album diversi (otto, ma ancora per pochissimo…)?

– Qual è l’unico disco italiano in assoluto finito tra le mani di Bruce, ufficialmente “avvistato” e persino pubblicamente immortalato su una fotografia pubblicata da alcune testate scandalistiche nostrabe (la versione su musicassetta di New Egypt dei Rocking Chairs, emersa nell’estate 1988 proprio in occasione dello scoop da parte dei paparazzi romani in merito alla storia affettiva allora galeotta con Patti Scialfa)?

– E, infine, qual è l’artista italiano che tra il 22 aprile e il 19 maggio uscirà sul mercato prima con un 45 giri e un album rigorosamente in vinile da 180 grammi in occasione del Record Store Day interamente dedicati alla produzione di Springsteen, andando poi a chiudere definitivamente (questo è un consiglio e anche un auspicio del tutto personale…) un percorso specifico dalla durata quasi trentennale con l’atteso Soul crusader again?

La risposta, per gli imperdonabili cultori di settore a non conoscerla, è sempre invariabilmente e inesorabilmente la medesima: Graziano Romani!

Qualcuno, prendendo un’enorme cantonata, potrebbe superficialmente ritenere di trovarsi davanti a un arido clone o a un personaggio abituato a vivere di rendita sulla creatività e sul prestigio di altri e ben più noti a livello planetario colleghi. In realtà, non fosse che da più parti (sempre e comunque illustri) nell’arco degli ultimi  25 anni il Romani è stato definito la ‘miglior voce rock’n’soul della penisola’, esaltata anche da Washington Post e dalla ‘Bibbia sprinsgteeniana’ Backstreets, in questo particolare ambito ci troviamo a fare i conti soltanto con alcune tappe nel prolifico e poliedrico cammino di un artista che, ormai, ha archiviato ben ventuno album: i primi quattro, più una successiva e poco riuscita raccolta postuma, quale inconfondibile voce, frontman e autore degli storici Rocking Chairs (e proprio in queste vesti, insieme al team di super compagni di viaggio che in seguito avrebbero riempito stadi e palasport nelle vesti de la Banda al fianco di Luciano Ligabue, nel 1989 arrivava l’allora inedita Restless nights, inserita nell’album d’esordio della band emiliana New Egypt con una scelta azzeccata da autentico e indiscutibile cultore della materia); i successivi sedici sempre in versione solista, ben suddivisi tra uscite in inglese e in italiano, eccetto la ‘deviazione’ quale voce del supergruppo Megajam 5 (insieme all’ex Clan Destino, Max Cottafavi, a Briegel, bassista dei Ritmo Tribale, nonché a Lor e Wilko dei Rats) e il ruolo di cantante misterioso dell’esilarante Gruppo misterioso, sotto le mascherine e le tuniche del quale si celavano in realtà Elio e le Storie tese, per l’esilarante singolo benefico Christmas with the yours che ancora, oggi, ridiventa puntualmente gettonatissimo ogni Natale.

Ebbene, il rocker di Casalgrande (guarda caso, in provincia di Reggio Emilia) ha deciso di festeggiare a modo suo il Record Store Day 2017, chiudendo definitivamente l’apprezzatissimo e venduto assai nelle edicole poker di lavori dedicati agli eroi dei fumetti italiani (Zagor King of Darkwood, My name is Tex, Yes I’m Mr. No e il recentissimo Diabolik Genius of crime) e interrompendo soltanto per un po’ la sua parallela e fortunata attività editoriale (autore di monografie specializzate e traduttore di fumetti angloamericani) per tornare in pista e sfoderare questa tripletta non autografa.

Sempre supportato dall’etichetta Route 61 Music (che, il 22 aprile, decennale della sacrosanta giornata per la salvaguardia dei negozi di dischi indipendenti, immetterà sul mercato anche un singolo in vinile di Elliott Murphy, Chelsea boots/Poetic justice theme, con il quale l’artista newyorkese trapiantato a Parigi riscopre il gusto di un 45 giri dopo oltre 30 anni e anticipa il nuovo album di inediti, Prodigal son, facendosi ispirare anche da Sergio Leone), Romani propone dunque due uscite in vinile, entrambe in ‘edizione limitata’.

Il singolo Lift me up riprende il sussurrato brano composto da Springsteen nel 1999 per il film di frontiera Limbo di John Sayles con Mary Elizabeth Mastrantonio e David Strathairn, mentre il lato b va a recuperare quella When the lights go out, outtake di Human touch che Bruce presentò per la prima volta il 16 e 17 novembre 1990 (impedibili serate recentemente messe a disposizione dei fan attraverso la serie dei live ufficiali, ma per lustri disponibili sotto forma di bootleg…) attraverso i live a Los Angeles nell’apparizione benefica e acustica sul palco dello Shrine Auditorium in occasione del Christic Institute al fianco di Bonnie Raitt e Jackson Browne. Questo secondo brano arriva dalle session di Soul crusader again nel quale, però, non sarà inserito e quindi la presente rimarrà l’unica testimonianza ufficiale.

L’album invece, è (Graziano Romani) Sings Bruce Springsteen 1987-2017 e raccoglie dieci incisioni, cinque per lato, tutte ricercate ed estranee alle scalette più banali e ruffiane, che vanno dall’ormai leggendaria interpretazione di Restless nights con i Rocking Chairs fino a Loose ends con i Megajam 5, da None but the brave (outtake di Born in the Usa, ‘casualmente’ eseguita nell’afa di San Siro il 28 giugno 2008 con soli quattro precedenti storici) e Frankie e Point blank (lato A). Per continuare con Leap of faith, la stessa Lift me up, Club Soul City (donata nel 1982 al grande Gary U.S. Bonds come quasi tutti i brani dell’album On the line che vedeva impegnata l’E Street Band quasi al completo, come per Dedication dell’anno precedente), Real World e la struggente The promise, altro pallino da ‘die hard fan’ (lato B).

Il tutto, dunque, quale prezioso ‘ripasso’ in attesa del 19 maggio quando la Route 61 Music pubblicherà il volume due di Soul crusader: Soul crusader again – The songs of B.S.. A sedici anni da quell’uscita che aveva scaraventato più che mai Romani all’attenzione degli springsteeniani di tutto il mondo, dunque, altre dodici ‘citazioni’ mai scontate e banali, già incise e mixate, benché setlist completa e copertina rimangano ancora misteriose, in attesa dell’annuncio ufficiale. Tra un’indiscrezione e l’altra, proprio volendo, l’elenco non sarebbe troppo complicato da redigere seduta stante, ma la benzina sul fuoco dei lettori, per ora, è già abbastanza e l’appuntamento va fissato a un prossimo lancio. Basti per ora solo aggiungere che, addirittura in anticipo rispetto la pubblicazione di Soul crusader again, il 29 aprile prossimo, partirà anche il tour promozionale di Romani con una band in gran parte rinnovata. Oltre al vecchio pard Max ‘Grizzly’ Marmiroli al sax, infatti, sul palco del teatro Miela di Trieste, nell’ambito del prestigioso Trieste calling the Boss (sesta edizione della convention nazionale springsteeniana in programma dal 27 aprile al 1. maggio della quale presto anticiperemo gli eventi in anteprima), saliranno infatti il talentuoso Follon Brown (chitarre), Lele Cavalli (bassista dei Wild Junkers, già con Graziano nel primo tributo Soul Crusader) e Nick Bertolani (potente batterista dei Junkers).

Vogliate gradire!

Graziano Romani on stage (foto di Daniele Benvenuti)
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Daniele Benvenuti, triestino, classe 1968. Laureato in Scienze politiche, è giornalista professionista con ormai cinque lustri abbondanti di attività sulle spalle tra carta stampata, video e radio. Studioso di “popular music”, nonché autore di una monumentale tesi in Sociologia delle comunicazioni di massa (Sociologia della musica: Il rock e la comunicazione tra fan), tra le sue produzioni editoriali predilige biografie e monografie come quelle già dedicate a Bruce Springsteen (quasi tremila gli iscritti allo specifico gruppo Facebook 'All the way home') o ad atleti di prestigio. Già responsabile di uffici stampa nelle massime categorie sportive nazionali, attivo nel mondo del volontariato, è specializzato anche nella promozione di rassegne musicali ed eventi sportivi. È vicepresidente vicario dell’USSI FVG. Una casa letteralmente invasa da migliaia di vecchi vinili, musicassette, cd, stampe, locandine, foto e libri specializzati (tutto classificato con maniacale precisione…). Le sue opinioni costituiscono il sunto di quasi trent’anni di ascolto critico, archiviazione metodica, viaggi sgangherati e una caccia spasmodica alla “scaletta perfetta”.