Nada, Mesolella & Spinetti. 25 anni dopo, qualità e libertà

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25 anni certo sono un arco di tempo piuttosto lungo. Eppure i tre personaggi in questione, Nada, Fausto Mesolella e Ferruccio Spinetti, hanno saputo riempirli molto bene: coltivando collaborazioni e amicizie. Ritornano ora con questo album, La posa, ultimo lavoro in studio di Fausto Mesolella, scomparso pochi giorni fa. Disco eterogeneo, che spazia dalle canzoni di Nada, passando per un omaggio a Gianmaria Testa e a Piero Ciampi, arrivando persino a toccare la musica popolare salentina. Fulcro del lavoro, un inedito, che è anche title-track dell’album.
Il racconto del disco nella nostra intervista a Nada.

Da dov’è nata la voglia di riformare il trio con Fausto Mesolella e Ferruccio Spinetti, 25 anni dopo il primo (e unico) disco?
Oltre a suonare insieme, noi tre siamo sempre stati dei grandi amici, quindi questo progetto era nell’aria da tempo. Ovviamente, però, ognuno di noi aveva diversi progetti di lavoro; il trio era quella cosa “in più” che ci piaceva, perché era libera: non avevamo impegni discografici ed eravamo noi a decidere se, quando e come fare le cose. Pensavamo che un giorno sarebbe stato bello riprovarci: dopo tanto tempo, quel giorno è arrivato e abbiamo inciso questo disco. Avevamo in progetto anche di fare un tour, e ora che Fausto non c’è più il mio compito sarà quello di far conoscere il più possibile questo suo ultimo lavoro, un regalo per me e per tutte le persone che amano la musica. Io e Fausto in realtà in questi 25 anni non abbiamo mai smesso di suonare insieme, avendo fatto oltre 600 concerti in giro per l’Italia.

Si tratta di un disco molto eterogeneo: la tracklist è una continua sorpresa. Come avete selezionato le canzoni?
In parte abbiamo rivisto il nostro primo (e unico) disco. La posa è l’album di una formazione, di tre persone con diverse influenze musicali, e quindi, come nel precedente lavoro, a fianco ai miei pezzi abbiamo inserito dei brani più particolari: canzoni che nel corso degli anni ho eseguito dal vivo, come lo splendido canto salentino. E lo stesso era avvenuto 25 anni fa, quando avevamo inciso Maremma, un brano della tradizione. Insomma, abbiamo cercato di ricalcare il nostro primo disco: un lavoro molto apprezzato, che negli anni è diventato praticamente introvabile.

A fianco a tanti pezzi rivisitati, c’è anche un inedito: La posa…
Negli ultimi anni il mio lavoro ha preso un’altra strada: ho iniziato a scrivere le mie canzoni, sia la musica che le parole, e mi piaceva l’idea che in questo disco ci fosse anche un inedito. Ho scritto il pezzo pensando a noi tre: ai 25 anni di distanza dal primo album e alle cose che sono successe in questo arco di tempo. L’ho fatto ascoltare a Fausto e a Ferruccio, a cui è piaciuto molto, e l’abbiamo inserito nell’album. In questo modo, le persone che hanno acquistato il disco hanno potuto avere tra le mani anche una canzone completamente nuova: ci è sembrata una bella idea, anche perché non avevamo mai inciso un inedito insieme.

Oltre alla canzone, c’era il progetto di un disco di inediti?
Non lo so. Eravamo molto liberi, decidevamo le cose sul momento, senza dover rispettare scadenze o regole. Il trio era un progetto parallelo ai nostri abituali. Parallelo ma importante, infatti abbiamo realizzato molti concerti insieme e l’idea che non sarà più così mi mette tanta tristezza.

Nel disco c’è anche Senza un perché, canzone inserita nella colonna sonora di The Young Pope di Sorrentino, grazie al quale ha raggiunto la vetta delle classifiche di vendita a oltre 10 anni dalla sua pubblicazione. Quali sono state le sue sensazioni quando l’ha scoperto?
È stato incredibile. Non so se fosse mai successo prima d’ora: a me no di sicuro! Senza un perché è un pezzo che ho sempre eseguito durante i concerti, perché l’ho sempre ritenuto un brano importante e da valorizzare: una canzone “giusta”. Appena uscito, non ha avuto un successo “popolare”; Sorrentino invece l’ha portato all’attenzione della gente e questa è la dimostrazione che la musica, quando è di qualità e non segue le mode del momento, non ha tempo. Tra l’altro, mi dicono sempre che faccio delle cose un po’ “avanti”: vorrà dire che ogni volta aspetterò 10 anni prima che un pezzo abbia successo!
Comunque è stata veramente una bella cosa, che mi ha reso estremamente felice e orgogliosa, anche per il bellissimo contesto in cui si è sviluppata.

Avendo iniziato questo mestiere giovanissima, la sua è una carriera molto lunga. Dopo tanto tempo, dove trova gli stimoli non solo per continuare questo mestiere, ma per continuare a sperimentare?
Guardo sempre avanti e mai indietro. E questo non per rinnegare il passato; anzi, mi prendo tutte le mie responsabilità. Certo, non di quando ho iniziato, visto che ero poco più che una bambina e non mi rendevo conto di quello che mi stava accadendo. Una svolta comunque c’è stata quando ho iniziato a scrivere le mie canzoni: è un altro modo di fare questo mestiere, che ti coinvolge appieno. La scrittura è una cosa bellissima e quindi, ogni volta che incido un disco, è come se ripartissi da zero, anche se inconsapevolmente il lavoro è frutto di tutta l’esperienza che si sedimenta nel corso degli anni. Quindi credo che la chiave sia la curiosità. Poi la musica è una continua scoperta, una continua sperimentazione. Il mio è un lavoro speciale e finché continuerò a considerarlo in questi termini non mi annoierò. La fatica la sento solo quando mi ricordano tutti gli anni di carriera che ho alle spalle, ma io evito di pensarci e guardo avanti!

E in tutto questo c’è qualcosa che ancora non è riuscita a fare e che si riserva per il futuro?
Spero di continuare ad avere la possibilità di dire quello che penso e che sento. Mi piacerebbe continuare a scrivere. Ho pubblicato quattro libri e per me è meraviglioso. Vorrei trovare nuove storie da raccontare, perché il pensiero nella parola è una cosa bellissima.

Certo sono due cose ben diverse, ma come cambia l’approccio in fase di scrittura di un libro e di una canzone?
Con i libri c’è una totale libertà, non c’è un tempo determinato come per le canzoni. Ovviamente uno potrebbe comporre un pezzo di un’ora, ma sarebbe un po’ complicato! Cambia il ritmo. Sono due mondi che mi affascinano e a cui ho lavorato molto. In musica lavoro sulla sintesi, mentre nei libri mi lascio andare.

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Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe ’93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all’Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia. Mi trovate anche su D.Repubblica.it, Amica.it, La Nuova Venezia, il Mattino di Padova e la Tribuna di Treviso.

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