Pugno di ferro con TicketOne, mentre i siti di secondary ticketing se la godono

2514
0
Claudio Trotta TicketOne

In questi giorni si è tanto parlato della multa comminata dall’Antitrust a TicketOne (leggi qui). La cornice, ovviamente, il secondary ticketing.
La colpa di TicketOne? Il non aver vigilato a sufficienza per prevenire il bagarinaggio. Risultato? Un milione di euro di multa e la soddisfazione delle migliaia di “aficionados” degli eventi live, che da sempre considerano quel circuito di vendita il principale nemico della realizzazione dei loro sogni. Spesso a ragione, certo. Ma in tutto questo TicketOne cosa c’entra? O meglio, c’entra, ma quanto?
Un milione di euro di multa al circuito che non ha controllato. E ai bagarini? E per bagarini badate che non intendiamo mica il singolo fuori dallo stadio o dal palasport, ma veri e propri siti di mercato secondario che ogni giorno immettono (e vendono) in questo mercato parallelo centinaia di biglietti a prezzi decuplicati. 700mila euro di multa: 700mila euro complessivi a tutti i siti.
Corretto? Non secondo Claudio Trotta, che attraverso un comunicato pubblicato sulla sua pagina Facebook ha voluto fare chiarezza su una situazione a dir poco paradossale.
Un lungo post, che vi riportiamo integralmente, e in cui il noto organizzatore di concerti ancora una volta ha puntato il dito anche contro Vasco Rossi, reo secondo lui di continuare la collaborazione con Live Nation per l’organizzazione del grande concerto di Modena, nonostante ufficialmente abbia dichiarato di aver interrotto tutti i rapporti con la società dopo lo scandalo “bigliettopoli”.
Ecco quanto scritto da Trotta su Facebook:

Vediamo di fare un poco di chiarezza relativamente a notizie italiane recenti che riguardano il cancro diffuso internazionale del Secondary Ticketing:

  1. La decisione dell’Antitrust non tocca Live Nation che fino a prova contraria ha fornito biglietti direttamente a siti di Secondary Ticketing avendone diretti benefici economici come tutti abbiamo potuto constatare nelle puntate delle Iene.
    Live Nation/Ticketmaster che attraverso vari siti pubblicamente di propria proprietà alimenta nel mondo il fenomeno permettendo che sui propri siti avvengano ufficialmente transazioni fra “privati”a prezzi stratosferici.2. La decisione dell’Antitrust non colpisce la sostanza, né l’essenza del Secondary Ticketing, sanzionando sì alcune società che lo praticano non per il fatto in sé, ma per la mancanza di trasparenza delle loro comunicazioni.

    3. La decisione dell’Antitrust colpisce duramente Ticketone recependo sostanzialmente “l’umore popolare” che li considera i “cattivi” della questione mentre i “cattivi” a mio parere sono altri e sono quelli che speculano in maniera dissennata a danno delle famiglie italiane e degli appassionati di musica, spettacolo e sport. 

    4. Di fatto si è colpito duramente chi “forse” non ha sufficientemente attuato pratiche di limitazione alle vendite in rete anche perché non sollecitato in questa direzione dai veri titolari dei biglietti: noi organizzatori che decidiamo come vendere e se farlo con utilizzo di paletti anti bagarinaggio o no. Di fatto i siti di Secondary Ticketing sono stati puniti in maniera infinitesimale più bassa di Ticketone che non pratica né alimenta il fenomeno.

    5. Di fatto per ora, speriamo che la Procura della Repubblica di Milano decida diversamente, non si è colpito affatto chi in maniera acclarata ha speculato ma chi non avrebbe controllato a sufficienza.

    6. Di fatto sia grazie a Vasco Rossi, che ha cambiato Ticketone con Viva Ticket ma non ha a mio parere affatto rotto con Live Nation, che grazie a questa decisione, Live Nation/Ticketmaster quando aprirà in Italia, credo a breve, si troverà in una posizione privilegiata, con Ticketone indebolita e indicata come “il cattivo” e la possibilità di fare un Marketing che ne esalti la novità…

    7. Di fatto se il Governo Italiano non si dà una mossa seria sul tema, finalmente vietando con una legge chiara e con sanzioni economiche e penali pesanti questo genere di attività, che prospera perpetrando molto probabilmente con continuità truffa informatica, sostituzione di identità digitale nonché falsa comunicazione, prevedo che nella seconda metà del 2017 le piattaforme di questo genere prolifereranno modificandosi in siti di prezzo dinamico (ovviamente solo verso l’alto) e unendo Primary e Secondary.

    8. Per mia parte credo che se Assomusica e gli organizzatori locali e nazionali non coglieranno la possibilità di moralizzare e ridurre il costo al pubblico dei biglietti degli spettacoli attuando politiche di riduzione dei servizi di prevendita, riducendo le offerte assurde a cantanti e gruppi e migliorando la accessibilità all’acquisto, smettendola con la folle corsa al fast selling e alla vendita record, beh se questo non succederà, il Live Entertainment è destinato nel medio termine di tempo ad implodere e a ridursi ad un fenomeno per ricchi, arricchiti e fanatici, e non un bene trainante economicamente e socialmente e che genera benessere psicofisico.

CONDIVIDI
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.