Festival a confronto: Ravenna Jazz vs CremonaJazz

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Nico Gori Swing 10et (di Stefano Cerri)

Il la alla stagione dei grandi festival, come al solito, l’ha dato Bergamo Jazz, ma il prezioso testimone è subito afferrato da mani altrettanto capaci. Parliamo di quelle di Sandra Costantini e di Gianni Azzali, cui è affidata la direzione artistica rispettivamente del 44esimo Ravenna Jazz e del terzo CremonaJazz. Le scelte sono per entrambi importanti, ma parlano di due impostazioni differenti.

Billy Cobham

Sulla sponda dell’Adriatico, tra venerdì 5 e domenica 14 maggio, in una dieci giorni piena di due esibizioni quotidiane, si privilegerà la proposizione del jazz di matrice statunitense. Top del cartellone personaggi di pregio molto noti al nostro pubblico come il chitarrista Pat Metheny e il batterista Billy Cobham, entrambi al Teatro Alighieri. Il primo, il 7, con un quartetto prettamente jazzistico; il secondo, il 13, con la sua tipica sarabanda fusion. Però lo stimolo più interessante dovrebbe venire dai 250 ragazzi ravennati di diverse formazioni, riuniti da Tommaso Vittorini, Ambrogio Sparagna e Alien Dee per un megaomaggio a Dizzy Gillespie, in cui sarà coinvolto anche Paolo Fresu (l’8 all’Alighieri). Oppure dall’emergente sassonista Grace Kelly, per la prima volta in Italia con il suo jazz pieno di innesti rock (il 14 al Teatro Socjale di Piangipane). Oppure ancora la cantante e pianista Avery*Sunshine, con i suoi profumi profondamente black (l’11 al Mama’s Club).

Grace Kelly (di Taso Papdakiis)

Altrettanto interessanti lo swing di Nico Gori (il 12 a Piangipane), gli intrecci con la world degli Instanbul Sessions del sassofonista Ilhan Ersahin (il 6 al Bronson di Madonna dell’Albero), il jazz-rock ironico del Trio Bobo (il 6 al Cisim di Lido Adriano), il trio pianistico di Laura Avanzolini (il 10 al Mama’s Club). Oppure la serie giornaliera dei concerti Aperitifs con una manciata di giovani talenti italiani, impegnati nelle pasticcerie e nei caffè del centro in solitario. Unica eccezione il formidabile Marc Ribot, solo con la sua chitarra “parlante”, il 9 al Cisim.

Jaques Morelenbaum

Diversa la scelta cremonese, che diluisce i concerti nello spazio di un mese da martedì 25 aprile a sabato 27 maggio, con quattro esibizioni di big precedute da altrettante proposte italiane in trio. All’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino si esibiranno: il 25 aprile il violoncellista Jaques Morelenbaum con il suo prezioso e raffinato Cello samba trio; il 7 maggio gli scatenati Aires Tango di Javier Girotto, che ospitano l’ottimo e colto chitarrista Ralph Towner; il 21 maggio il magnifico quartetto d’archi Kronos Quartet, abili sperimentatori e miscelatori di suoni. Chiusura in bellezza e di altissimo livello con una delle più importanti donne jazz di sempre, l’81enne Carla Bley, fenomenale pianista nonché direttrice d’orchestra, affiancata da due supermusicisti come il sassofonista Andy Sheppard e il bassista Steve Swallow.

Ralph Towner & Javier Girotto (© Rinderspacher)

Sempre nel Museo, ma nella zona bar, i trio degli aperijazz scalderanno il pubblico. Leader nell’ordine il trombettista Peppo Ragonese, il chitarrista Giuliano Ligabue, la cantante Lara Luppi e il pianista Fabio Gianni degli Iguazù Trio. Intelligente l’idea di variare lo strumento solista e solleticante la scelta dei performer anche per questa apertura ai suoni di origine afroamericana, che andranno a occupare con discrezione e fascino una delle “case” della tradizione classica nazionale, che conserva magnifici violini firmati Amati, Stradivari e Guarneri del Gesù e ospita nel periodo le mostre “Magnum Life”, dedicata al grande fotogiornalismo della celebre agenzia americana, e “Monteverdi e Caravaggio”, strumenti preziosi del 6/700 e il capolavoro “Il suonatore di liuto”.

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Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.