Spirituals, le radici nere

43
0

In principio erano gli “Spirituals”, i canti degli schiavi da cui poi si sarebbe sviluppata tutta la black music moderna, incluso il jazz. Rispetto alle “Working songs”, o “canti di lavoro”, gli Spirituals erano visti qualche volta come un sollievo dalle fatiche del lavoro giornaliero, erano espressione di spiritualità e devozione, ma permettevano allo stesso tempo agli schiavi di gridare al mondo il proprio desiderio di libertà. E mentre i canti di lavoro avevano tematiche circoscritte alla loro vita quotidiana, lo spiritual è stato ispirato dal messaggio cristiano e dai contenuti etici della Bibbia, che hanno poi dato luogo ai gospel. I canti di lavoro sono diventati blues, e dal blues mescolato al gospel è nato il soul, e mescolando tutti e tre insieme si è ottenuto il Rhythm’n’Blues. Ma alla base, imprescindibili, ci stanno gli Spirituals. Come Samson and Delilah, vecchissimo, un “traditional” o “common property song”, antecedente di gran lunga al Delta Blues e che affonda le proprie radici nella polifonia vocale di botta e risposta tra cantante e coro. La schiavitù fu introdotta nelle colonie europee d’America nel 1619. Una lunga strada, già.
Quasi delle radici.

CONDIVIDI

Fulvio Bacci è nato, vive e lavora a Milano. È appassionato di storia, in particolare medioevo, e musica, cinema, lettura, basket, rugby, Irlanda e Scozia. Canta nella rock band milanese Minshara. Non è sposato e non ha figli. Si diletta di scrittura ma proprio perché non ha niente di meglio da fare. Fumatore accanito. Non ha soprannomi tranne “Ginocchio”. Ha amici molto spiritosi.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here