Automaton
di Jamiroquai
Virgin EMI Records

Sono passati ben 7 anni da Rock Dust Light Star, 7 anni che hanno cambiato la vita di Jay Kay. Il leader dei Jamiroquai è infatti diventato padre di due bambine e si è ritrovato a dover mettere la testa a posto. Era quindi legittimo aspettarsi che Automaton, il nuovo album della band inglese, dovesse in qualche modo riflettere questo lungo periodo di profondi cambiamenti. E invece no. E per fortuna.

Già dai primi secondi di ascolto si capisce l’impostazione del disco: il distintivo funk dei Jamiroquai è sopravvissuto alla prepotenza tecnologica, ma si trova pesantemente coperto da un ricercato sound futuristico frutto di una produzione che sembra ispirarsi più di qualche volta ai Daft Punk. Il risultato farà storcere un po’ il naso ai puristi del genere, ma raggiunge a pieno il suo scopo. Quale? Quello di essere attuale e ballabile, ovviamente.

A tale riguardo lasciano il tempo che trovano le
critiche riguardanti la banalità dei temi (la tecnologia ci sta privando dell’umanità) e la superficialità di alcuni testi: tanto in Automaton quanto nella produzione precedente dei Jamiroquai le parole sono soprattutto suoni e ritmo a cui è talvolta legato un messaggio, spesso già veicolato dalla musica. Quindi ben vengano Shake It On, Cloud 9, Something About You e We Can Do It.

Nonostante la presenza di qualche riempitivo, Automaton è un album divertente e davvero godibile: moderno e perfetto per far festa, non stupisce affatto che sia finito in cima alle classifiche europee.

Love, peace and soul

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Nato a Venezia, credo nel futuro e in Stevie Wonder.