Planetarium. Fate buio, prego

Il cinema, una seduta medianica al termine della notte

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Planetarium
di Rebecca Zlotowski
con Natalie Portman, Lily-Rose Depp, Emmanuel Salinger, Louis Garrel, Rosa Bursztein
Voto 7

Planetarium è un altro film femminile, regista donna, donne protagoniste, che riguarda i fantasmi del femminile: il secondo in questa settimana con Mal di pietre. Ma mentre  Mal di pietre parte come storia d’amore e diventa una storia di fantasmi, Planetarium  è in partenza una storia di fantasmi, riguarda la tournée di due spiritiste, sorelle, americane, nell’Europa al limite della seconda mondiale, e poi si trasforma in una metafora complessa sul cinema, l’amore, l’odio e la guerra. Le sorelle Kate e Laura Barlow, la Portman manager, la Depp vera medium, disperata e fragile, si esibiscono per i ricchi e  gli eccentrici fino a conquistare il produttore cinematografico Korben, alle prese con i problemi di un’azienda che sembra destinata al fallimento. Il suo estremo tentativo di convincere il consiglio di amministrazione (e se stesso) che riporterà la casa cinematografica ai fasti del passato, passa attraverso l’uso delle sorelle Barlow: Korben insegue il sogno di fermare su pellicola la materializzazione di un fantasma. La metafora è ovvia, persino facile: impressionare la pellicola, fare film, anche nella logica di quel momento storico, è evocare fantasmi. Ma impressionare pellicola con un fantasma che dissangua le casse della produzione più di qualsiasi effetto speciale è un’altra metafora: Korben insegue qualcosa che non si può vedere, per non guardare qualcosa che non vuole vedere. Il film ha per titolo Planetarium proprio perché per vedere bene le stelle è necessario fare buio, e per vedere quello che l’Europa sta per fare agli uomini come Korben (immaginoso, fantasioso, ebreo), era meglio indagare il buio piuttosto che attendere che si materializzassero gli spettri. Insomma, il film è una coltissima (ai limite dell’insopportabile a volte) ammonizione ad educare lo sguardo per salvarsi, anche nel cinema.

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori