Harry Styles si racconta senza freni: dai One Direction al nuovo album

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Il momento d’oro di Harry Styles è già iniziato, seppur manchino ancora 24 giorni all’uscita del suo self-titled album: proprio ieri il cantante, tramite i social, ha ringraziato Rolling Stone per avergli dedicato la copertina e il servizio di punta del mese di maggio.

Un’intervista lunga e piena di rivelazioni.
La più importante, forse, quella riguardante la band che l’ha portato al successo: i One Direction.
La pausa era stata annunciata nell’agosto 2015, e poi la band aveva portato a termine l’On the road again tour a ottobre dello stesso anno.
Styles, nell’intervista appena rilasciata, dichiara di essere stato il primo a parlare di una pausa alla fine del 2014.
«Non volevo sfruttare i nostri fan. (..) Ti rendi conto che sei esausto e che non puoi usare la fede delle persone che ti seguono».
Inoltre, ha sottolineato l’importanza della band: «mi ha cambiato la vita, mi ha dato tutto».
Alla domanda su un loro possibile ricongiungimento, Styles risponde con un semplice «tutto questo non esclude nulla in futuro».

I progetti da solista sono sempre stati nei piani dei ragazzi.
Il primo ad uscire dal gruppo, a marzo 2015, e sviluppare il suo progetto è stato Zayn Malik con l’album Mind of mine.
Nel 2016 è stato il tempo di Niall Horan, con il singolo This town, e di Louis Tomlinson con Just hold on in collaborazione con Steve Aoki.
Infine, Liam Payne, neo papà, sta ancora lavorando al suo progetto, di cui presto saranno pubblicati i risultati.

Styles ha progettato la sua prima creazione da solista con calma e intelligenza: «Onestà. Volevo scrivere le mie storie, cose che sono successe a me. La cosa principale era che volevo essere onesto. Cosa che non avevo fatto prima. (..) Ho voluto focalizzarmi ed intensificare le mie cose. C’erano canzoni che volevo scrivere e registrare e non lasciare lì e dire “ecco, questa è una demo che ho scritto“. L’album è forte, sin dal colore che lo accompagna: il rosa.
Quotando Paul Simonon dei Clash “il rosa è l’unico colore vero del rock’n roll».

10 canzoni: storie di relazioni, esperienze, amori… e stili diversi.
Dal rock puro di Kiwi, al pop psichedelico di Meet me in the hallway, passando per il ritmo nostalgico di Ever since New York, presentata anche pochi giorni fa al Saturday Night Live.

Già dal primo singolo Sign of the times (di cui abbiamo parlato qui), si è capito che il lavoro di Harry Styles sarà totalmente diverso dall’idea che ognuno di noi si era fatto.
«È il risultato di un sacco di mie influenze, delle cose che amo, è un sound vecchio. Non volevo che il mio primo album venisse preso come una ricerca di copiare la musica anni Sessanta, Settanta, Ottanta, Novanta. La musica scritta allora è stupefacente, non dico che avrei vissuto allora.. ma volevo fare qualcosa che suonasse come me. E sono solo andato avanti».

Harry con la sua personalità, il sorriso schivo, un po’ di mistero e uno stile tutto suo è diventato idolo e punto di riferimento di milioni di fan.
Il suo nuovo lavoro vuole anche essere una sorta di via per staccarsi dall’idea di boyband che viene derisa e snobbata da molti, ma che Styles difende.
«Chi può dire che le ragazze giovani che amano la musica pop hanno peggio gusto musicale di un hipster trentenne? La musica è qualcosa in continua evoluzione. Non ci sono paletti, non ci sono confini. (..)  Come puoi dire che le ragazze non capiscono?
S
ono il nostro futuro: i nostri futuri medici, avvocati, madri, i presidenti..e poi gli appassionati non mentono mai».

Poi grandi racconti sulle storie d’amore, su Taylor Swift e le canzoni dedicate a lui, il mai confermato flirt con la top model Kendall Jenner e un sassolino nella scarpa di nome Zayn.
«Twitter è un mezzo potentissimo – dice Styles – ma farsi fraintendere è un attimo. Zayn ha detto che quella dei One Direction era musica che non avrebbe voluto ascoltare, che voleva fare musica nuova e fresca. Penso che sia stato un peccato, ma penso che la cosa più bella e la più grande fortuna sia fare ciò che si ama. Se non stai godendo qualcosa e hai la necessità di fare qualcosa di diverso, è assolutamente necessario farlo. Sono contento che stia facendo quello che gli piace, e buona fortuna a lui».

Infine Styles parla di due momenti diversi, ma per lui molto importanti: il provino per X-Factor e quello per Dunkirk, il film di Christopher Nolan in uscita nelle sale italiane a fine agosto.
Quanto al talent show: «In quel momento tu entri in un vortice. Non sai davvero che cosa stia succedendo. Non sai nemmeno che sei bravo a far qualsiasi cosa. Io sono andato perchè mia mamma mi ha detto che ero bravo a cantare in macchina (ndr : faceva già parte di una picocla band chiamata White Eskimo). Ma tua mamma ti dice le cose per farti sentire bene, son cose da prendere con le pinze».

Per quanto riguarda il secondo progetto, Harry invece ha dichiarato che «Il film è molto ambizioso. Alcune delle cose che stanno facendo in questo film sono folli. È stato difficile impersonare quell’uomo, fisicamente molto duro, ma mi piace recitare. Mi piace rappresentare qualcun altro. Ho dormito molto bene la notte, poi mi son alzato ed ho continuato ad annegare».

L’intervista completa di Cameron Crowe sarà pubblicata in versione integrale su Rolling Stone e potete trovare qualche dichiarazione in più qui.

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Genovese DOC, classe '93 dall'animo sportivo. Istruttrice di nuoto innamorata del mondo del motociclismo ed appassionata di cinema e moda.