21 aprile, Natale di Roma: 10 (+1) canzoni per il compleanno della Caput Mundi

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2770 Ab Urbe Condita.
Tanti anni sono passati da quel 21 aprile 753 A.C., quando Romolo tracciò il solco con l’aratro per definire i confini di quella che sarebbe diventata la città che per un millennio ha dominato l’intero mondo conosciuto, tanto da potersi fregiare del titolo di Caput Mundi.
Oggi di quella magnificenza rimangono ancora innumerevoli tracce in ogni angolo della città, anche se i fasti della Roma imperiale sono solo un ricordo ai nostri occhi e a quelli dei milioni di turisti che ogni anno arrivano in città.

Per celebrare il compleanno della nostra Capitale, abbiamo selezionato una playlist con 10 brani che hanno reso omaggio alla città di Roma, alle sue bellezze e alla sua gente, nel bene e nel male.
Buon ascolto!

Non potevamo non iniziare con uno dei figli prediletti della città, Antonello Venditti, che ha cantato la città in mille modi e in decine di canzoni. Tra tutte, questa è la canzone simbolo della romanità: Roma capoccia… sì, ma… der monno ‘nfame!

Un altro grande cantautore che della romanità ha fatto un vanto è stato Franco Califano, che ha costellato la sua discografia con decine di canzoni e monologhi in romanesco. Tra le altre, il Califfo ha dedicato alla città eterna una struggente canzone d’amore: Roma nuda.

Grande classico della canzone romana datato 1955, scritto da Renato Rascel, Garinei e Giovannini. Stiamo parlando ovviamente di Arrivederci Roma, che qui vi proponiamo nella versione originale, cantata da Renato Rascel con l’orchestra diretta da Armando Trovajoli.

Forse la canzone più famosa della tradizione romana: Roma nun fa’ la stupida stasera fu musicata nel 1962 da Armando Trovajoli, che venne chiamato a comporre la musica per un film scritto da Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa. Il film doveva chiamarsi Rugantino, ma non venne realizzato. Il copione fu ripreso poi da Garinei e Giovannini, che lo utilizzarono per realizzare la famosa commedia musicale che porta lo stesso titolo e che ebbe un enorme successo. Qui la versione originale cantata da Nino Manfredi e Lea Massari.

Di poche donne si può dire che sono simbolo di romanità. Tra loro c’è sicuramente Gabriella Ferri, che ha sdoganato la canzone popolare romana, portandola al successo in tutta Italia. Qui sotto una delle sue interpretazioni più celebri: Fiori trasteverini.

Presentata a Sanremo nel 1983, Vacanze romane dei Matia bazar, oltre a darci una Antonella Ruggiero al massimo del suo splendore vocale, richiama con nostalgia i tempi de La dolce vita e appunto, delle Vacanze romani di Gregory Peck e Audrey Hepburn, ed omaggia la città inserendo nel testo decine di citazioni musicali e cinematografiche che vedono Roma come protagonista.

Altro romano di nascita, Luca Barbarossa ha celebrato più volte la città nelle sue canzoni, presentandone ben due sul tema al Festival di Sanremo: nel 1986 con Via Margutta, ma qui sotto trovate Roma spogliata, primo grande successo del cantautore, presentata al Festival del 1981.

Roma e alcuni suoi luoghi vengono citati spesso da un altro cantautore di origine capitolina: Claudio Baglioni, nato nel quartiere di Montesacro nel 1951, come ricorda in una delle sue canzoni. Qui dedica allo storico mercatino di Porta portese un intero brano, contenuto nell’album Questo piccolo grande amore del 1972.

Non solo cantautori: sono tantissimi anche i rapper romani che hanno cantato la città. La canzone sicuramente più celebre è Il cielo su Roma dei Colle der Fomento, anno 1998.

Chiudiamo questa playlist con un bis, e non poteva che toccare ad Antonello Venditti. Questo brano è poco conosciuto e fa parte di una raccolta dal titolo Antonello nel paese delle meraviglie uscita nel 1997, ma è una delle dichiarazioni di amore più belle e più vere mai fatte alla città, con l’orchestra a rendere tutto ancora più magico. La canzone si intitola Ho fatto un sogno.

BONUS TRACK: fuori dalla playlist “seria”,  ma che ha tutto il diritto di stare in questo tributo alla città, non poteva mancare questa canzone, un po’ “diversa” dal solito: il grande successo, datato 2001, di Corrado Guzzanti che, nei panni di Antonello Venditti, celebra il Grande Raccordo Anulare.