Ermal Meta. Talento e magia a Roncade per la prima del tour

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Ermal Meta
© Foto: Riccardo Medana

Se andate a un concerto di Ermal Meta e la vostra impressione è quella di trovarvi di fronte al meglio del pop che potete ascoltare in Italia in questo periodo, allora ci avete preso. Appena 36 anni, ma già una carriera ben avviata: come autore per alcuni tra i principali interpreti della musica italiana (Fiorella Mannoia, Patty Pravo, Marco Mengoni e Francesco Renga su tutti) e come cantautore. Ulteriore conferma, ieri sera, al New Age Club di Roncade (Treviso) per la prima data del tour di presentazione di Vietato morire, doppio album pubblicato a febbraio.
La tensione emotiva sale fin dall’inizio della prima canzone: Odio le favole, con cui Ermal si era presentato a Sanremo Giovani nel 2016. Tensione emotiva che sarà la costante dell’intero concerto, vera caratteristica dei live di Ermal. Un’onda emotiva in grado di catalizzare l’attenzione del pubblico per quasi 2 ore di musica: attraversando diverse fasi, certo, ma con un’intensità che non accenna a calare. Cosa resa possibile da una produzione estremamente vasta ed eterogenea, che consente a Ermal di attingere da un bacino di sole potenziali hit.

Ad accompagnarlo sul palco, Marco Montanari alla chitarra, Matteo Bassi al basso, Emiliano Bassi alla batteria, per un tappeto sonoro impreziosito dal sax di Luca Brizzi.
Il repertorio si compone per la quasi totalità di canzoni presenti negli ultimi lavori di Ermal: Umano e Vietato morire. Le incursioni nel repertorio de La fame di Camilla, il gruppo con cui il cantante si era fatto conoscere al grande pubblico nelle vesti di “vocalist” nel 2010 a Sanremo, sono ridotte al minimo; due pezzi: Buio e luce e Come il sole a mezzanotte, valorizzati tuttavia dal posizionamento in scaletta, tra le title – track Umano e Vietato morire.

Dicevamo, un concerto che attraversa diverse fasi: dal pop elettronico tanto caro all’ultimo Tiziano Ferro e a Marco Mengoni (di cui non a caso Ermal è autore), alle atmosfere intime in cui a fare da padrona è la sua voce da vero fuoriclasse. Picco emotivo: la sua ben nota versione di Amara terra mia, eseguita con l’ausilio della sola chitarra acustica, e con la quale a Sanremo si era aggiudicato la vittoria nella serata delle cover. Una voce cristallina in grado di regalare una magia enfatizzata ulteriormente dalla decisione di spegnere le luci sul palco, dando l’impressione al pubblico di sentire un canto lontano dalla misteriosa provenienza. Ma, per un regalo di Ermal, eccone uno dei suoi “lupi”: la bellissima coreografia creata durante New York: alle parole “A New York mancano le stelle”, con decine di stelle illuminate che si levano in alto.
E ancora, un finale in coro per cantare tanti auguri a Ermal, che aveva compiuto gli anni proprio il giorno prima. A concludere il concerto, A parte te, vero gioiellino della sua discografia.
Gli strumenti si “spengono”, ma la tensione, quella, ancora no.

La scaletta del concerto:

1. Odio le favole
2. Pezzi di Paradiso
3. Lettera a mio padre
4. Gravita con me
5. Piccola anima
6. Ragazza Paradiso
7. Bob Marley
8. Voodoo love
9. Volevo dirti
10. New York
11. Amara terra mia
12. Umano
13. Buio e luce
14. Come il sole a mezzanotte
15. Vietato morire
16. Rien ne  va plus
17. Schegge
18. Voce del verbo
19. La vita migliore
20. Bionda
21. Straordinario
22. A parte te

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Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe ’93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all’Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia. Mi trovate anche su D.Repubblica.it, Amica.it, La Nuova Venezia, il Mattino di Padova e la Tribuna di Treviso.

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