Gli Statuto ricominciano da “Zighidà”

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Statuto
Foto di Chiara Buonvino

Venticinque anni dopo viene ristampato un album che ha segnato la storia degli Statuto, il gruppo torinese che prende il nome da una famosa piazza della propria città. L’album contiene molte delle canzoni che ancora oggi fanno parte del loro repertorio live. In proposito, gli Statuto sono già partiti in tour toccando in aprile, tra le altre città, Milano, Bologna, Cuneo, Macerata e Firenze. A maggio saranno a Bellinzona, Lugano, nella loro Torino (il 5), a Roma (il 12) e poi Genova (il 19).
Mentre la versione in vinile rispecchia esattamente l’originale, in quella in cd si trovano alcune tracce extra, per esempio Qui non c’è il mare prodotta da Max Casacci con l’intervento di Caparezza. «Abbiamo voluto riprendere questo brano per assegnare i diritti Siae all’Associazione Carlo Rossi scomparso tragicamente due anni fa» dicono gli Statuto «così per l’occasione abbiamo chiamato a partecipare Caparezza, che era prodotto da Carlo Rossi. I proventi serviranno per sostenere gli studi di giovani che sognano di diventare produttori artistici».

Oltre a ciò, nel cd c’è una versione di Abbiamo vinto il Festival di Sanremo con una parte centrale un po’ goliardica cantata dal tenore Romano Doria, infine una versione ska di Noi duri di Buscaglione, ma non è tutto perché c’è anche un intero concerto registrato nel 1992 in provincia di Rovigo.
Con gli Statuto si torna a parlare di ska, uno stile che ha avuto già più di un revival: «Diciamo che noi non abbiamo mai rincorso l’etichetta ska, siamo soprattutto un gruppo mod e il nostro vocabolario musicale è molto più ampio, include il rhythm and blues nero degli anni ’60 e il power pop dei gruppi inglesi tipo Who e Kinks che si ispiravano alla musica afro americana. Poi é arrivato il revival ska del ’79 con Specials, Beat, Selecter e Madness, ma anche il revival mod con Jam e Lambrettas. c’è stato poi un terzo revival a meta anni ’90 con il brit pop, meno fedele alle origini ma ha comunque fornito ulteriore spinta in questa direzione. Oggi attorno allo ska non c’è grande entusiasmo, ma come dicevamo la nostra storia prosegue».
Appunto, prosegue con tante iniziative e uscite discografiche, infatti lo scorso anno è uscito l’album di canzoni inedite Amore di classe prodotto da Max Casacci: «Ne siamo molto orgogliosi, è uno dei nostri migliori, ed è stato quel disco, che ha avuto una soddisfacente diffusione, a convincere la Universal a ripubblicare Zighidà perché molto pubblico giovanile che ci viene a sentire dal vivo non aveva modo di trovarlo più nei negozi. Certo che le cose sono cambiate dai nostri esordi, a quei tempi non c’era internet che ha rivoluzionato il mercato discografico. È vero che con internet arrivi a tutti a costo zero, ma i dischi si vendono poco, a parte i grossi nomi, per fortuna che adesso c’è un ritorno al vinile. Per vivere di musica si dovrebbe suonare molto di più dal vivo, ma anche qui tutto è cambiato, un locale oggi chiede quante persone riesci a portare. Ragazzi che suonano ce ne sono tanti, ma pochissimi riescono a crearsi uno spazio».

Infine ricordiamo che Zighidà venne prodotto da Gianni Maroccolo e che contiene canzoni come Abbiamo vinto il Festival di Sanremo: «Increduli passammo le selezioni e finimmo sul palco dell’Ariston, pensa che abbiamo un altro pezzo pronto per Sanremo, chissà magari per il prossimo anno. In ogni caso noi lo presenteremo, speriamo di farcela anche stavolta a passare la selezione».

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Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).