Esce domani “La differenza”, il nuovo disco di Chiara Ragnini: «Ho grinta da vendere, basta con la ragazza acqua e sapone»

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Chiara Ragnini

Esce domani, dopo un’attesa durata sei anni, La differenza, il secondo album della cantautrice ligure Chiara Ragnini. Dieci tracce, anticipate dal singolo Un colpo di pistola, che testimoniano il percorso di un’artista in profonda evoluzione. Il disco è stato registrato ad Imperia e finanziato con il crowdfunding. Chiara Ragnini firma parole e musica di tutte le canzoni, oltre a suonare piano, chitarra acustica ed elettrica, ed occuparsi degli arrangiamenti. Max Matis, invece, suona il basso. Nell’intervista che segue Chiara Ragnini parla dell’album, ma anche di violenza sulle donne, di inaspettate influenze musicali e della sua imminente maternità.

Il tuo nuovo album esce a sei anni di distanza dal precedente Il giardino di rose. Perché questa lunga attesa?
Perché quando si cercano belle canzoni ci vuole tempo, tanto tempo. Ho scritto tantissimo in questi anni, oltre ad aver girato in lungo e in largo in tutta Italia. Dopo Il Giardino di Rose mi sono concentrata sui live, che hanno inevitabilmente portato via tempo alla scrittura. Finché questa si é fatta più esigente e, come tutte le cose che richiedono attenzione, ha accompagnato gli ultimi tre anni. Si scrive, si butta via quello che si scrive, lo si riassorbe ed infine si sceglie il risultato migliore, raccolto ora in dieci canzoni inedite in un disco davvero diverso dal precedente, sia per i contenuti che per le sonorità, più moderne e fresche, a cavallo fra electro-pop, hip hop, rock e drum’n’bass.

In questi sei anni in ogni caso non hai abbandonato la musica. Quali progetti hai portato avanti?
Ë lei a non aver abbandonato me! Oltre che sulla scrittura, mi sono concentrata su diverse collaborazioni con molti artisti della mia zona e non solo (Casa Degli Specchi, Badafunk, Antonella  Serà), ho studiato e frequentato workshop di canto e di scrittura (con Paola Folli e Saverio Grandi), ho partecipato a molti festival e cercato conferme attraverso premi e situazioni che potessero aiutarmi ad affinare la mia strada. Ho scoperto il piacere di mettermi in gioco come autrice: l’anno scorso sono stata scelta fra i 10 finalisti di Genova per Voi, il talent di Universal Music Publishing che ogni anno cerca autori da annoverare nella sua squadra. E’ stata un’esperienza molto bella e formativa, che mi ha convinta ancora di più a proseguire sul fronte autorale. Scrivere anche per altri e con altri fa bene alla creatività e all’anima.

Definivi il tuo primo disco un “concept album acustico”. In questo tuo nuovo lavoro hai invece cambiato decisamente registro, passando ad un suono electro-pop. Una definizione che condividi? E perché questa svolta?
Credo che questo sia l’album che meglio rappresenta il mio percorso artistico, oltre che la mia persona: sono cresciuta, ho trovato finalmente il coraggio di raccontarmi senza filtri, sia con le parole che con i suoni. La dimensione acustica cominciava a starmi stretta e l’immagine di ragazza acqua e sapone forse non mi é mai appartenuta veramente. La differenza rappresenta un nuovo inizio, un punto di svolta, attraverso il quale posso dimostrare di “avere le palle”, caratteristica non scontata se ci si propone come cantautori oggi, soprattutto se si proviene da una città come Genova dove scatta immediatamente il paragone con i grandi artisti che l’hanno rappresentata in passato. Ho grinta da vendere e questo album vuole esserne la dimostrazione.

Per registrare La differenza hai fatto ricorso al crowdfunding. Con quale risposta?
Quella con Musicraiser, la piattaforma a cui mi sono affidata per questa avventura, é stata un’esperienza bellissima, formativa sia dal punto di vista tecnico che umano. Sono un’informatica perciò lavorare a stretto contatto con la tecnologia e i nuovi strumenti che il web ci mette a disposizione fa parte del mio pane quotidiano: ho unito alla mia esperienza la voglia di comunicare ed interagire direttamente con il pubblico che fino a quel momento mi aveva dimostrato tanto affetto e che non é stato da meno nei due mesi di campagna. Ho raddoppiato la cifra prefissata, superando il 230% della soglia e coinvolgendo 226 persone da tutta Italia. Il risultato é stato davvero strabiliante, inaspettato. Ma questo dimostra che la costanza, la determinazione, la professionalità e, oserei dire, i contenuti di qualità pagano sempre, qualunque mezzo si scelga per divulgarli.

Nel singolo di lancio Un colpo di pistola, e nel video collegato, tratti un tema molto delicato come quello della violenza sulle donne. In quale chiave?
Abbiamo volutamente scelto di utilizzare immagini forti nel videoclip del primo singolo per dare una scossa: il tema é delicatissimo e, purtroppo, sotto i nostri occhi tutti i giorni. La canzone racconta di un amore malato, soffocante, ben rappresentato dalla regista, con l’immagine cruda di me che tengo in mano una pistola a fine video. Il messaggio vuole essere uno soltanto: quello di trovare il coraggio di difendersi, sempre, “sparando” in senso metaforico a chi ci colpisce ricorrendo all’aiuto di professionisti, terze parti esterne alla sfera familiare ed affettiva, che purtroppo a volte non basta per risolvere il problema. Non si deve aver paura o vergogna di denunciare: da soli é difficilissimo farlo e la strada migliore é sempre, al primo accenno di violenza psicologica o fisica, rivolgersi alle associazioni a disposizione di chi subisce.

In Coda, l’ultima traccia del disco, c’è un inserto rap di Roggy Luciano. In apparenza un mondo lontano dal tuo. Come è nata questa collaborazione?
Pensa che in realtá ho sempre ascoltato hip hop, fino dall’adolescenza: sono cresciuta con gli Articolo 31, i Sottotono (uno dei miei primi concerti! Avevo 14 anni…), Eminem, Busta Rhymes, Snoop Doggy Dogg, la Pina e gli OTR… vedi, ora mi capisci quando dico che fino ad oggi non avevo avuto il coraggio di mettermi davvero in gioco? Molte delle mie influenze musicali sono rimaste assopite in questi anni, vuoi per rispecchiare l’immagine da cantautrice edulcorata vuoi perché, forse, non avevo davvero ancora lo spirito giusto per farmi scoprire per quella che sono. Con Roggy e i ragazzi della Casa degli Specchi ci siamo conosciuti alcuni anni fa, grazie ad amicizie comuni: sono stati carinissimi, in occasione del loro secondo album mi avevano invitata ad una prima collaborazione, che é stata molto stimolante e fra le opportunità che mi hanno spinta a rispolverare un certo tipo di sound. Nel loro terzo album, uscito il 29 aprile, ci sono ben tre featuring insieme, di cui uno su una canzone della quale ho composto il ritornello, sul beat che mi avevano passato. Mi piacerebbe collaborare con altre realtá hip hop, sia in termini vocali che di scrittura.

Nella canzone In ogni angolo del mondo canti “se la direzione è importante la meta non conta niente…”. In che direzione sta viaggiando oggi Chiara Ragnini?
Nella direzione più bella che si possa cercare: quella dell’indipendenza discografica, dei contenuti scelti con cura, degli arrangiamenti coccolati fino al dettaglio. E’ la strada più faticosa ma anche la più onesta, che  mi accompagnerà fino a quando avrò storie da raccontare.

Stai per diventare mamma. L’imminente maternità ha influenzato il tuo percorso artistico?
Indubbiamente: diventare genitori é una grande responsabilità e sia la scrittura che il modo di affrontare il mio progetto discografico ne sono, e ne saranno, ampiamente influenzati. Anche per questo motivo ho scelto di proseguire con la strada dell’indipendenza: ho una bella squadra di lavoro, un team affiatato e funzionale, piccolo ma molto valido. Non mi interessa la notorietà a tutti i costi ma solo continuare a fare buona musica, con serietà e serenità, per riuscire a conciliare tutti gli aspetti della mia vita, artistica, professionale e personale. E’un bel percorso e vi ci accompagno per mano più che volentieri.

Il video di Un colpo di pistola:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.