L’Eurovision Song Contest celebra la diversità con un enorme arcobaleno a Kiev

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Eurovision Song Contest

Il tema dell’Eurovision Song Contest di quest’anno pone al centro la questione della diversità e lo fa scegliendo lo slogan Celebrate diversity. Allacciandosi al motto del 2016 Come Together, il supervisore esecutivo dell’Eurovision Jon Ola Sand valorizza le differenze nell’ambito di un festival che dà spazio a oltre 40 nazioni così diverse fra loro, permettendo alla musica di fungere da ponte e comune denominatore.

Proprio in occasione del festival che si svolgerà in Ucraina è stata annunciata la creazione dell’Arco della Diversità, un’immensa installazione che Gennadiy Kurochka della CFC Cosulting Company, PR Partner dell’Eurovision, descrive come il più grande arcobaleno mai creato.

Il riferimento alla comunità LGBT non potrebbe essere più esplicito, soprattutto essendo in linea con il motto Celebrate diversity. Il simbolo dell’arcobaleno, bandiera dell’LGBT, diventa un co-protagonista silenzioso di una manifestazione canora, esattamente come successe nel 2016 al Festival di Sanremo, quando gli interpreti indossarono un accessorio arcobaleno per supportare la legge Cirinnà che sarebbe stata approvata di lì a poco.

Francesco Gabbani, rappresentante dell’Italia all’Eurovision, in un’immagine del Festival di Sanremo 2016 con dei nastrini arcobaleno

Attualmente, la questione LGBT è particolarmente sensibile in Russia, che è proprio al confine con l’Ucraina: in Cecenia un’inchiesta del giornale indipendente Novaja Gazeta, ha fatto luce su gravi violazioni dei diritti umani in seguito alle denunce di pestaggi, rastrellamenti, nonché di detenzioni in prigioni-lager di centinaia di uomini gay.

Kiev sottolinea quindi ancora una volta la distanza che separa l’Ucraina dalla Russia, scegliendo di coprire con le tinte arcobaleno proprio l’Arco dell’Amicizia tra i Popoli, monumento dedicato all’unificazione dei due stati, rischiando così di trasformare un simbolo pacifico in una velata provocazione.

I rapporti fra i due paesi restano quantomai tesi anche a causa della mancata partecipazione all’Eurovision della candidata russa Julia Samoilowa, alla quale è stato vietato di esibirsi, rea di aver violato le leggi che regolano l’ingresso in Ucraina quando nel 2015 si è recata in Crimea attraversando la Russia.

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Sara Angioni
Classe '86, nata e cresciuta in Germania come immigrata italiana di seconda generazione. Dopo il liceo si è trasferita a Roma per studiare lettere. Dal 2011 vive e lavora a Venezia.