A Milano Ivano Fossati “incontra” Gaber

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Ivano Fossati, Gaber
Cinque appuntamenti per la rassegna Milano per Gaber promossa dall’omonima Fondazione. Nella storica sede del Piccolo Teatro, ora Teatro Grassi, in via Rovello a Milano, è iniziata in aprile con lo spettacolo Gaber, io e le cose di Maria Laura Baccarini che, accompagnata dal violinista Règis Huby, ha interpretato alcuni brani tra i più intimisti e meno rappresentati del complesso mondo gaberiano. A seguire il duo Ale&Franz con lo spettacolo Nel nostro Piccolo. Gaber, Jannacci, Milano. E a maggio arrivano gli ultimi tre appuntamenti.
Poi, sempre nel nome di Gaber ci si sposterà in Versilia con una dozzina di appuntamenti, terra che ha visto nascere tutti gli spettacoli di Gaber elaborati con il pittore Sandro Luporini. Abbiamo raggiunto Paolo Dal Bon, presidente della Fondazione Gaber, al quale abbiamo chiesto di illustrarci i prossimi spettacoli milanesi: «Il 2 maggio riprendiamo con Far finta di essere G. di Lorenzo Scuda e Davide Calabrese degli Oblivion. Loro sono un fenomeno teatrale straordinario, poco o nulla conosciuti dal pubblico televisivo, semmai hanno usato molto il web. Nel 2005 avevano allestito un tributo a Giorgio Gaber in maniera virtuosa, schizoide, imprevedibile e ovviamente affettuosa nel ricordare il repertorio di Gaber e Luporini, operando tagli, intrecci e collegamenti con divertimento e con talento».
Quello che però balza subito all’occhio è l’appuntamento del giorno dopo, infatti il 3 maggio ci sarà un incontro con Ivano Fossati dal titolo Canzone e Teatro Canzone. A sollecitare l’artista sarà proprio Paolo Dal Bon, quindi è presumibile che i due si siano incontrati per definire il programma della serata: «Non proprio – precisa Dal Bon – non ci siamo incontrati per decidere cosa fare, lui ha accettato questo invito e noi ne siamo molto orgogliosi. L’anno scorso abbiamo fatto un incontro con Gherardo Colombo sul tema Gaber e la giustizia, mi ero documentato e abbiamo fatto vedere filmati sul tema, quindi ne abbiamo parlato. E sempre con a tema Gaber ricordo l’incontro con Walter Veltroni. Tra Fossati e Gaber c’era stima reciproca, al punto che Gaber chiese al collega di occuparsi della produzione degli ultimi suoi dischi. Purtroppo Ivano era impegnato nel suo progetto strumentale Not One Word, ma proprio perché Gaber era interessato alla qualità sonora dei dischi di Ivano, questi pensò bene di indirizzarlo verso Beppe Quirici, già artefice dei suoni in sala di registrazione da Lindbergh in poi. Tra Gaber e Fossati vi sono affinità artistiche evidenti, nel modo di intendere il proprio mestiere, sul piano della discrezione, dell’essenzialità, dell’onestà intellettuale e del rigore. Di quello che ne uscirà sono io stesso curioso e per coinvolgere maggiormente il pubblico trasmetteremo contributi filmati».
L’ultimo appuntamento, il 4 maggio, sarà quello con Rossana Casale che nel suo album Il signor G e l’amore, stesso titolo dello spettacolo, ha interpretato due testi inediti di Sandro Luporini, scritti dopo la scomparsa di Gaber nel 2003. Inoltre canzoni di Gaber in versione Jazz con Emiliano Begni (pianoforte), Francesco Consaga (sax alto e soprano) ed Ermanno Dodaro (contrabbasso). 
Poi a luglio la Fondazione Gaber si sposta a Camaiore, toccando anche altre città, con almeno una dozzina di spettacoli, ancora da definire le partecipazioni.
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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

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