Tanna. Amori maori e realpolitik

Romeo e Giulietta, le leggi del Kastom e il culto del Cargo

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Tanna
di Bentley Dean e Martin Butler
con Mungau Dain e Marie Wawa
Voto 7

Due tribù maori sulla piccola isola di Tanna o Vanuato. Wawa della tribù Yakel ama Dain in un apparente paradiso terrestre, ma dopo un attacco della bellicosa tribù Imedin, gli anziani per evitare una guerra decidono un matrimonio di alleanza tra Wawa e il figlio del capo Imedin. Wawa non vuole e fugge con Dain sotto il vulcano/divinità Yahun, la madre primigenia di lava. Sì, è (anche) Romeo e Giulietta, avete già riconosciuto i Montecchi e i Capuleti della situazione, ma c’è di più. Il film ha risvolti antropologici infilati con intelligenza in una sceneggiatura semplice e ben fatta ed è una lezione di realpolitik (le leggi del Kastom che regolano i rapporti tra le ultime tribù non civilizzate e non convertite) che scopre che la forza dell’amore (sempre in ritardo) può cambiare la politica. Gli autori hanno convissuto 7 mesi con la tribù, che ha visto il suo primo film  solo dopo avervi partecipato: la sensazione, è che la distanza tra noi e il mondo primitivo sia davvero una pellicola sottile e fragile. Wikipedia ci spiega che a Tanna hanno il culto del Cargo: cioè, durante la seconda guerra mondiale gli indigeni colpiti dalla ricchezza di mezzi degli Alleati immaginarono che quei soldati così forniti venissero da un mondo divino che creava beni come una cornucopia. E infatti venerano tuttora il Principe Filippo…

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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