10 canzoni per conoscere i Thegiornalisti (spiegate da Tommaso Paradiso)

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Tommaso-Paradiso
Foto di Riccardo Ambrosio

I Thegiornalisti sono senza alcun dubbio uno dei fenomeni musicali più interessanti e convincenti degli ultimi anni. Le loro canzoni sono dei veri e propri inni generazionali (Vorrei morire brillo / Mentre ascolto questa canzone / Sfrecciando a duemila sotto un lampione” canta Tommaso Paradiso in Sold Out) caratterizzati da sonorità anni ’80 e “una romanità sempre presente”. I loro concerti, invece, sono delle vere e proprie feste che registrano ogni sera il tutto esaurito.

Per la loro ultima tournée (terminata lo scorso dicembre all’Urban di Perugia) molti fan sono rimasti senza biglietto per questo la band romana ha deciso di aggiungere due nuovi appuntamenti live nei due principali palasport d’Italia. I Thegiornalisti si esibiranno stasera e l’11 maggio rispettivamente al Palalottomatica di Roma e al Mediolanum Forum di Milano. 

In attesa di vederli in concerto vi proponiamo questa playlist con le “10 canzoni per conoscere i Thegiornalisti“.

1.PROMISCUITÀ

«Promiscuità ha due interpretazioni che sono entrambe vere: c’è l’aspetto fisico, “le tette sudate, le mani sul culo”, e poi c’è anche un lato più romantico. Una cosa non esclude l’altra, una serata orgiastica può finire in romanticismo spezzato. Non è il film di Tinto Brass, può anche essere tipo… sai quei film svedesi un po’ adolescenziali dove c’è anche molto il contatto fisico ma poi finisce bene, in maniera romantica, vedendo l’alba e fumando sigarette dopo aver fatto la seratona. Ti rimane un bel ricordo, non un ricordo lussurioso». (Tommaso Paradiso a Rockit.it)

2.TRA LA STRADA E LE STELLE

«Ho una macchina del 1992, corre, è in perfette condizioni anche se ogni tanto ci piove dentro. Ha un piccolo tettino in alto. Era l’estate scorsa, tornavamo dal mare, la macchina era piena di gente, e tutti a turno si infilavano nel tettino per prendere il vento in faccia cantando a squarciagola alla strada e alle stelle. Anche io che guidavo, da un lato tenevo gli occhi sulla strada ma con il cuore guardavo le stelle. Ed ho pensato che non ci fosse nulla di più vero e di più forte di quella roba lì: quella condizione per cui impazzisci d’amore qui su questa terra, ora e adesso ma ti senti in cielo, sei fuori, da un’altra parte. E quando questa sensazione diventata un’esperienza collettiva hai raggiunto il massimo. Si può sempre sbagliare una curva è vero, così come può succedere di perdere per sempre la magia di quella notte ma io credo follemente che bisogna rischiare, lasciarsi andare, esagerare, aprire al massimo la valvola dei sentimenti, romperla, spanarla. Almeno per una volta, almeno per una notte: abbracciami e occhi lucidi». (Tommaso Paradiso)

3.PROTEGGI QUESTO TUO RAGAZZO

«Tutto il brano nasce da un’unica frase, quella del ritornello appunto, il resto della canzone poi è nato tutto intorno. È una richiesta sincera che, quando scrissi la canzone, rivolsi principalmente alla mia ragazza, ma che ha una portata molto più grande. C’è chi ci vede la figura di un padre o quella di un amico, chi la pronuncia pensando alla propria fede». (Tommaso Paradiso a Melty)

4.IO NON ESISTO

«Vol 1 (ndr. primo disco) veniva da esami, da libri filosofici, ad esempio Autostrade umane riprendeva tutta la filosofia del linguaggio o in Io non esisto puoi trovare tracce di nichilismo o dell’esistenzialismo. Erano cose più profonde».

5.FINE DELL’ESTATE

«Fine dell’estate è stata una canzone programmata da me, nella mia mente: mi ero messo in testa di scrivere un brano che racchiudesse tutto il senso delle mie estati passate, un po’ malinconiche; volevo fare una canzone “vanziniana”: come Carlo Vanzina ha girato il film del 1982 Sapore di mare, io ho scritto Fine dell’estate». (Tommaso Paradiso)

6.GLI ALBERI

«Gli alberi parla di una relazione clandestina che ho vissuto in prima persone. Per non farci “sgamare” ricordo che comunicavamo su Facebook e Whatsapp attraverso le emoticon delle piante e a seconda dell’emoticon che usavamo capiavamo cosa fare e non fare». (Tommaso Paradiso)

7.BALLA

«Balla è una canzone sincerissima, contiene tutte le cose che se oggi non ci fossero mi sentirei perso. Io mi perdo senza le mappe di Google, o senza il bicchiere di vino o le serie tv in streaming». (Tommaso Paradiso a Rockit.it)

8.VECCHIO

«Vecchio è il pezzo centrale del nostro secondo album e racconta di me e di questa ragazza che facciamo cose assolutamente normali». (Tommaso Paradiso)

9.IL TUO MAGLIONE MIO

«Il tuo maglione mio non parla di un cazzo se non di lei che si metteva i miei maglioni XL d’estate. Quei maglioni di cotone enormi perché lei dormiva da me e non aveva un cazzo da mettersi il giorno dopo. Anche lei sparita. Chissà dove cazzo sia finita. Avevo perso la testa e ci ho scritto una canzone. Ed è di nuovo il suo singolo ma non il mio». (Tommaso Paradiso)

10.COMPLETAMENTE

«Completamente è forse la prima canzone che ho scritto contro qualcosa, contro qualcuno. È il mio grido di ribellione contro il risparmio dei sentimenti, contro chi calcola pure la virgola nei rapporti umani, banalmente nell’amore. È come se mi fossi fatto paladino di chi rischia, soffre e alla fine pure perde. Ce l’ho con quelli che stanno sempre con il bicchiere in mano per tutta la serata ma non bevono mai. Noto in questi tempi la vittoria del freno a mano. Ecco, io non amo tenermi. E faccio fatica ad apprezzare chi lo fa. Questo è il senso profondo del nostro romanticismo, delle nostre canzoni, dei Thegiornalisti. Completamente». (Tommaso Paradiso)

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Nasce a Viterbo nel marzo di un anno dispari. Il primo album che acquista è… Sqérez? dei Lunapop. Il suo sogno? Vedere i fratelli Gallagher ancora una volta insieme su un palco.

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