Bruce rende omaggio alla sua “Fan No. 1”, Obie Dziedzic

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In un’Area come questa non si può non ricordare la prima fan di Bruce, la sua Fan number One – come la chiama lui stesso – ovvero Obie Dziedzic, scomparsa il primo maggio scorso   in seguito a una malattia. Obie e Steve Van Zandt, si conoscevano da quando avevano 16 anni (“We’ve known each other ever since we were sixteen…”), lei nata e cresciuta nel New Jersey, era rimasta folgorata dalla bellezza e dal talento di quel ragazzo che suonava da dio. E da lì aveva iniziato a seguire tutti, ma proprio tutti, i concerti di Bruce. Più che fan, o amica, Obie è stata parte della famiglia della E Street Band, come ha ricordato su Twitter Nils Lofgren. Era presente quando Big Man joined the band nel 1971, così come lo era quando Bruce doveva decidere quale finale dare a “Racing In The Street”, e scelse quello che piaceva a Obie, quello in cui alla fine entrava in scena una donna e non quella con i due ragazzi. Lo ha raccontato lo stesso Springsteen  nel concerto che fece al Paramount Theatre di Asbury Park nel 2005 (il 22 aprile) dedicando la canzone a Obie come si sente nel video. Obie c’era sempre, ha sempre seguito Bruce e la band facendo realmente da assistente personale al Boss e alla Band, ma Obie era vicina a tutti i musicisti del Jersey Shore. Obie cuciva e sistemava i vestiti di Bruce, gli preparava da mangiare, gli lavava i panni quando era ancora uno sconosciuto cantante noto solo nei bar del Jersey, lo accompagnava in macchina ai suoi concerti, andava al drive in con lui col suo pick up bianco, ma soprattutto era sempre in prima fila, posto centrale, ad ogni suo concerto. Questa era la sua ricompensa. Obie è stata una presenza fondamentale nella vita e nella carriera di Springsteen e lui non lo ha mai dimenticato.

Steve, Obie e Bruce all’inizio degli anni ’70

Ad ogni concerto il suo primo sguardo va a quei due posti lasciati centrali in prima fila, riservati per Obie e quando lo sguardo di Bruce incontra quello della sua prima fan, il suo volto si illumina: è sempre stato così, per più di 40 anni. Per questo Bruce e Patti hanno reso omaggio a Obie anche nel suo ultimo giorno terreno, partecipando alla celebrazione funebre, portando fiori e soffermandosi più di due ore a parlare con gli amici e i parenti di Obie (il fidanzato, due fratelli, una nipote, una cognata). Obie, che negli ultimi tempi lavorava alla Monmouth University di West Long Branch, ha visto l’ultimo concerto di Bruce a Foxborough il 14 settembre del 2016 definendolo “Il più bel concerto di Bruce che io abbia mai visto“. Si sono rivisti, sul palco, il 10 gennaio nella stessa Università per la conversazione tra Bruce e Bob Santelli di cui abbiamo parlato anche in questo spazio. Poi Obie ha cominciato a non stare più bene, entrando e uscendo di continuo dall’ospedale, fino al 1° maggio, quando il suo cuore si è fermato. Per sempre. Una donna eccezionale, una donna che ha dedicato tutta la sua vita a Bruce senza mai chiedergli nulla, in maniera totalmente disinteressata perché solo gli atti d’amore autentici sono fatti a fondo perduto, e solo quelli vengono riconosciuti dalle anime elette. Come quelle di Bruce, e di Obie.

Le foto di questo articolo sono prese da internet

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Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss.
Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s’intitola “Autostop Generation” (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.

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