«Ciao Giulia, tutto bene?»

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Foto di Giorgia Borneto

È interessante avere a che vedere con gli artisti che stanno pian piano iniziando a vivere un sogno, che muovono i loro passi come ospiti sempre più presenti in un mondo che ammicca e che vogliono conquistare. Oggi  12 maggio è uscito il disco dell’artista toscana Giulia Pratelli, Tutto bene, un viaggio emotivo e delicato all’interno di uno spaccato di vita che in un modo o nell’altro tange tutti noi.

Allora Giulia, partiamo subito con il disco: Tutto bene. Il titolo è essenzialmente una risposta, allora io ti chiedo qual è la domanda?
La domanda è “come va?” forse, in realtà è una risposta un po’ più completa che abbiamo riassunto nel titolo e che invece nella canzone del disco viene affrontata in maniera un po’ più completa. Poi alla fine mi riferisco al fatto che le cose che devono andare bene, che sono importanti davvero sono poche e che ci facciamo mille problemi quando effettivamente poi ci rendiamo conto che quando vanno bene quelle tre o quattro cose fondamentali poi va bene tutto.

Il disco, tra titoli e testi, danza tra la catarsi e il fare tesoro del passato, le due cose possono coesistere secondo te?
Assolutamente si anche perché il passato in ogni caso è quello da cui si può partire e ripartire, le cose non si possono annullare: si può cambiare prospettiva e proseguire al meglio però bisogna ricordare che quello che abbiamo fatto qualcosa di buono ce la lascia sempre.

Passiamo alle canzoni, ho trovato molta empatia con Oggi che affronta un tema a cui forse si attinge poco, quando ci si accorge che una storia può andare ma non avrà un futuro?
È una domanda difficile, l’importante è accorgersene per tempo perché forse si eviterebbero tanti dolori non necessari se ci si accorgesse che il momento di lasciarsi è quello, non si possono affrontare tutte le storie come se fossero la storia della vita…

Difficile eh?
Una cosa è scriverle e l’altra è applicarle… (ride ndr)

Viaggio nel tempo: Tu non vieni dal mondo dei Talent ma ti sei fatta una sanissima gavetta, cosa di cui si sente la mancanza, arrivando anche a collaborare con nomi interessanti come Masini e Zibba (che è anche parte integrante del tuo disco), cosa si prova a sedersi al tavolo dei grandi?
Tante emozioni, si impara tantissimo, una volta che la fase dell’entusiasmo in cui sembra tutto un luna park c’è la possibilità di ascoltare i loro consigli, devi metterti ad osservare i grandi che lo fanno da tempo e imparare come ci si muove. Ognuno di loro lo fa in maniera diversa però è sempre un grandissimo arricchimento.

E quando le luci si spengono?
Si collezionano tante sensazioni diverse ma fortunatamente mai la delusione, non dirò che è molto più bello ma senza dubbio è diverso suonare in luoghi storici come il Brancaccio rispetto che al pub, le gambe tremano in maniera diversa… però è sempre bellissimo.

Senti ma … visti i nomi che abbiamo citato precedentemente sono habitué del festival in un modo o nell’altro … capitolo Sanremo?
Beh assolutamente si, a chi non piacerebbe? È inutile dire che non si vorrebbe fare, è molto difficile ma sarebbe bello.

Allora ci si vede all’edizione 2018?
Tocchiamo ferro. (ride ndr)

Cambiando un attimo campo… tu hai un blog, ci parli della scelta di aprirne uno rispetto a limitarti ai social più mainstream?
È un po’ fuori tempo è vero, però vedevo che comunque i nuovi social avevano e hanno una comunicazione molto più veloce rispetto a quella che può essere la comunicazione di un blog che poi sono degli articoli perché alcuni post nei blog tra l’altro sono davvero lunghi. Avevo voglia di raccontare un po’ cos’era questo lavoro, tutto quello che c’è dietro e quello che succederà da ora in poi in modo anche un po’ più completo e allargato. Ho scelto questa nuova strada e vedremo, per adesso mi piace molto e mi diverto anche se sono un po’ in ritardo.

Adesso invece passiamo ai tuoi gusti personali: innanzitutto come mai la scelta di fare la cover di Vento D’Estate?
Abbiamo scelto una canzone che potesse rappresentare quello che era il mio mondo di riferimento quindi il cantautorato Italiano, però cantautori anche più giovani rispetto a quelli dell’epoca d’oro che sono comunque un riferimento però Fabi e Gazzè (e anche Sinigaglia che l’ha scritta)  sono più vicini alla mia età e alla mia penna, questo è un omaggio a due grandi che stimo tantissimo ed è un pezzo che adoro da sempre.

Più generico: che artisti ha Giulia sull’mp3?
Bella domanda… c’è un po’ di tutto, i cantautori già citati ma anche quelli dell’epoca precedente come Fossati, De Gregori, Dalla; poi mi piacciono anche stranieri come Alanis Morrisette e i Led Zeppelin.

Abbastanza trasversale eh?
Beh la musica bella lo è a prescindere dai generi.

Oltre alla musica c’è anche la passione del cinema?
Si ovviamente, fra i miei sogni più grandi c’è quello di fare la colonna sonora, ora forse una colonna sonora non sarei neanche capace di farla ma scrivere un brano per un film, cantare una canzone per un film mi piacerebbe tantissimo.

E in quale film avresti voluto leggere il tuo nome fra i titoli di coda?
Ce ne sono tanti, mhm ti direi “Tutti i santi giorni” di Virzì che ha una colonna sonora secondo me meravigliosa che è l’album di Thony che fa la protagonista ed è proprio il suo album ed è bellissimo. Io sono innamorata del film, della storia e quindi mi sarebbe piaciuto. (Seguono apprezzamenti a Luca Marinelli).

Piccolo giochino adesso: puoi fare una collaborazione con chiunque tu voglia, vivo o morto che sia non importa, chi scegli?
Ti dico il primo che mi viene in mente, Fossati!

E invece la collaborazione realistica?
Fabi!

In quel caso chiamami, lascio il telefono acceso…
Anche io. (ride)

Concludiamo con l’elevator pitch: hai il tempo di un viaggio in ascensore per convincere qualcuno ad ascoltare Tutto Bene di Giulia Pratelli, che canzone gli suggerisci? Quella che più riassume la tua persona.
Gli suggerirei Nodi.

Allora ce l’andiamo a riascoltare subito, è stato un piacere e un grande in bocca al lupo!

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Uomo dell'anno 2006 secondo il Times,Procrastinatore olimpico, radio speaker senza seguito, drogato di musica e cinema, calamita per gente al limite del caso umano. Ma ho anche dei difetti. Ah e scrivo articoli.