Apre oggi a Londra “Their mortal remains”, la retrospettiva definitiva sui Pink Floyd

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Non c’è nessun’altra band al mondo che ha unito musica, arte ed immagini come i Pink Floyd.
Certo, i Rolling Stones possono fregiarsi della famosa lingua disegnata da Andy Warhol, ma quando si pensa alla band di Gilmour e Waters le immagini arrivano ancor prima della musica: il prima di The dark side of the moon, la stretta di mano di Wish you were here, per non parlare del maiale volante di Animals o della mucca di Atom heart mother.
E come lasciar fuori dalla porta The wall e tutto quello che ha significato per la storia del rock? Un disco, un film e un live che hanno cambiato per sempre la concezione dello show dal vivo.
È più che legittimo, quindi, che il V&A Museum di Londra dedichi una retrospettiva alla rock band che più di ogni altra è riuscita a fondere la musica con l’arte visiva.
E in questa mostra, dal titolo Their mortal remains, c’è proprio tutto, perfino le enormi teste della copertina di The division bell.

The Pink Floyd Exhibition : Their Mortal Remains

Get a rare and exclusive glimpse into one of the world’s most iconic rock groups, only at The Pink Floyd Exhibition. #TheirMortalRemains is an audio-visual journey through 50 years of Pink Floyd’s history, connecting with music, art and design, sound technology and live performance: from their beginnings on the underground club scene in 1960s London to the present day.The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains opens on 13 May at London’s Victoria and Albert Museum for 20 weeks only.Book now at http://po.st/OTD1xP to avoid disappointment.

Posted by The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains on Freitag, 10. März 2017

All’entrata viene consegnato un sistema audio personale, che usa una tecnologia innovativa che in automatico fa partire musica ed interviste in determinati punti della mostra.
La mostra è stata allestista dagli “architetti dell’intrattenimento” STUFISH, percorre tutta la carriera della band, dagli anni 60 fino all’ultima performance del Live8, e vede al suo interno centinaia di cimeli della band.
Per citarne qualcuno: il pupazzo gigante del maestro di Another brick in the wall, l’aereo che durante il live veniva fatto schiantare contro il muro, la mitica Black Strat di Gilmour, la batteria di Nick Mason del tour ’72 con l’immagine dell’onda di Hokusai, sintetizzatori d’epoca usati in studio dalla band, foto rare e mai viste prima tratte da concerti, backstage e sessioni di registrazione, e molto altro, per un totale di oltre 350 oggetti appartenuti e/o legati alla band.

Ma non si tratta di una mera esposizione di cimeli, bensì di un vero e proprio percorso multisensoriale che trasporta lo spettatore all’interno di una serie di sale che prevedono anche progetti, scenografie proiezioni, per un’esperienza a 360°.
Queste le parole di Martin Rotj, direttore del museo: «Il Victoria & Albert è il posto giusto per illustrare il grande contributo artistico, non solo musicale ma anche visuale, che una band come i Pink Floyd ha dato alla cultura del nostro tempo. Una band che ha creato non solo musica straordinaria, ma anche spettacolari show musicali, copertine di album diventate icone e un’espressione creativa senza eguali».
La mostra resterà aperta fino al primo ottobre e il prezzo d’ingresso è di 22 sterline dentro la settimana e 26 sterline nei fine settimana, comprensivi dei diritti di prenotazione.
Si può prenotare il proprio ingresso sul sito del museo, cliccando qui.

PS: rumors parlano di uno spostamento della mostra a Dortmund nel 2018, cosa che la renderebbe itinerante. Speriamo riesca ad arrivare anche in Italia, dopo il flop del tentativo effettuato qualche anno fa.

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Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".