King Arthur. Ritchie gioca con Excalibur

La storia di Re Artù alla maniera di uno scontro di gang fantasy

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King Arthur- Il potere della spada
di Guy Ritchie
con Charlie Hunnam, Jude Law, Katie McGrath, Annabelle Wallis, Eric Bana, Aidan Gillen
Voto: allegro

Un giocoso casino: Mordred da figlio dell’incesto tra Artù e Morgana diventa nonno, abbatte con elefanti giganti e magici il regno di Uther Pendragon (papà di Arthur), Arthur (Hunnan) si salva galleggiando sul Tamigi (come Mosè) e cresce da birbante in un bordello che è già sede di allegri compari (alla Robin Hood) sempre alle prese coi Vikinghi che vogliono carne fresca inglese aiutati dall’usurpatore Vortgyn (Law) che sembra uscito da Conan e fa cosacce da Macbeth. Tirato per i capelli il gangster Arthur tira fuori la spada dalla roccia e lì il film che oscilla tra il Trono di spade e i Vikinghi entra direttamente nel fumetto da supereroi con superpoteri stordenti. Filmaccio? Ma no: allegro, caotico e sempre divertente come gli Sherlock Holmes di Guy Ritchie: massimo tradimento della tradizione che crea una nuova tradizione. Già di re Artù si sapevano poche cose contraddittorie, adesso non si saprà proprio più niente di certo. Ma almeno in 3d e con una colonna sonora di autentici martellatori. E non è detto che i superpoteri di Excalibur non lo portino a un sequel.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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