Perché Francesco Gabbani ha perso all’Eurovision? Ce lo dice Francesco Facchinetti

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Almeno un vincitore c’è stato: la Rai ha dominato gli ascolti del sabato sera con un 20,14 % di share, superando di un soffio il 19,82% registrato da Canale 5 con l’ottava puntata di Amici.

Dopo la cocente delusione della sconfitta di Francesco Gabbani all’Eurovision Song Contest, ecco che spuntano con prepotenza le polemiche per l’esclusione dal podio, quando il battage promozionale, gli apprezzamenti fuori dai confini italici e persino gli scommettitori incalliti, davano per scontata la vittoria di Occidentali’s Karma.
I social, come al solito termometro ideale per carpire l’umore di vincitori e vinti, sono pregni di sarcasmo e sconforto ironico per il fiasco di quest’anno. Per molti un torto subito che ispira improbabili piani di riannessione del San Marino, paese che di punti ce ne ha dati solo tre, mentre qualcun altro pianifica le prossime vacanze a Malta e in Albania, le uniche due nazioni ad averci regalato i twelve points.

Si tratta forse della maledizione dell’eterno favorito? Dopo Ruggeri, i Jalisse, il Volo ed altri, ora anche Gabbani appartiene all’odiata lista di chi il primo posto lo aveva sfiorato col pensiero di tutti, commentatori del festival compresi: Flavio Insinna e Federico Russo non hanno perso occasione per ricordarci quanto fosse tangibile quel microfono di vetro.
Qualcuno già faceva gli scongiuri, come per allontanare una proverbiale iella che secondo i superstiziosi perseguita chi da Sanremo tenta il salto di popolarità, specialmente se forte dei consensi raccolti un po’ ovunque (come dimostrano le visualizzazioni record del video di Gabbani) e delle fumose previsioni che lo danno già per vincitore, ancora prima che calchi il palco.
Il trio de Il Volo aveva avvertito tutti alla vigilia del festival: «Francesco Gabbani ce la può fare ma non dia retta a chi gli prospetta una vittoria facile perché si può entrare Papa e uscire cardinale. Di noi parlavate come vincitori ufficiali e invece…» e difatti, Gabbani potrà dispensare questa tramandata saggezza anche al prossimo partecipante dell’Eurovision.
Dj Francesco, celebre figlio di Facchinetti senior, alimenta dal canto suo la curiosa controversia che perseguita l’Italia da tempo, almeno dall’ultimo criticato Eurofestival a Roma 26 anni fa: non ci sarebbe la volontà di portare l’Eurovision in Italia.

Non è la prima volta che qualcuno grida al complotto (ne abbiamo parlato qui).
Fatto sta che, nonostante le aspettative, le giurie di qualità hanno premiato il fado e il raffinato quanto lacrimevole pathos teatrale di Salvador Sobral, che fino all’ultimo sembrava sorpreso da tanto clamore con un’espressione fra l’indifferente e il fuori dal mondo, per poi lanciarsi a premio vinto in un anatema contro la musica tutta fuochi d’artificio e zero sentimenti. E di fuochi d’artificio ne abbiamo visti in quel di Kiev, per non parlare di quelli del cantante montenegrino Slavko Kalezić che con la sua treccia chilometrica ha sorvolato, e non solo in senso lato, gli animi stupiti da cotanta fantasia trash.
A sorprendere è stato il televoto: le 110 milioni di visualizzazioni di Occidentali’s Karma su Youtube non sono poi state lo specchio fedele di chi ha effettivamente imbracciato i telefoni per votare. Anche da casa hanno preferito il Portogallo.

E mentre il tweet della BBC ci ha dato degli ubriachi, almeno il Canada, che non ha mai partecipato all’Eurovision, ci ha incoronati vincitori morali. Namasté… Alé.

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Classe '86, nata e cresciuta in Germania come immigrata italiana di seconda generazione. Dopo il liceo si è trasferita a Roma per studiare lettere. Dal 2011 vive e lavora a Venezia.