Giulio Wilson. L’enologo che ama il country rock

Country-Rock d’autore per l’esordiente Giulio Wilson. Spiccano le collaborazioni di Bobby Solo e dello scrittore Roberto Piumini

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Giulio Wilson
Non fatevi trarre in inganno dalla copertina e dal titolo del disco. Soli nel Midwest dell’esordiente Giulio Wilson non è un disco country, o almeno non solo country. Autore, compositore, pianista, enologo, vignaiolo biologico, Giulio Wilson nasce a Firenze nel 1983 e cresce in una casa di campagna sino all’età di sei anni. Wilson era già il nome di suo nonno che nacque lo stesso giorno in cui l’allora presidente degli Sati Uniti Wilson fece visita in Italia. Giulio cresce in campagna ma ama la musica che lo porta a suonare pianoforte, chitarra acustica e sax contralto.
Le prime esperienze le fa con gli Antisgamo, il Corpo Musicale Sedrianese e la band popolare di strada Fiati Sprecati. Nel 2007 si laurea in Viticoltura ed Enologia presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Firenze e fonda la società Dalle Nostre Mani snc che si occupa della produzione di vini biologici provenienti da antiche varietà autoctone toscane e successivamente apre Vivanda, un ristorante nel centro di Firenze di cibi naturali e vini biologici.
Nel 2009 suona il sassofono contralto per Vinicio Capossela sul palco del Play Festival ad Arezzo. Nel 2010 Studia tecniche di pianoforte jazz ad Harlem (New York) con il jazzista italoamericano Marco Chelo. Nel 2015 firma un contratto con l’etichetta Immaginazione (casa discografica di Enzo Iacchetti) e nel 2016 si esibisce come opening act del tour di Bobby Solo.
Primo singolo Hey Jack, nella giusta misura rock, deciso ma anche piacevole, secondo singolo L’oro di un giorno che apre l’album. Per l’occasione è stato girato un video diretto da Alessandro Tresa e scritto da Roberta Colombo, con la partecipazione di Enzo Iacchetti.E sapendo della conoscenza delle tecniche della coltivazione delle viti non possiamo che cominciare da qui. Dalla terra, dalle appartenenze, anche se in copertina c’è un ragazzino con tanto di cappello, jeans e scarpe da cow boy. «Se devo dare consigli raccomanderei l’uso rigorosamente biologico di farine, miele e anche vino, perché dopo i trattamenti con fitomarcaci, nonostante tempo di carenza le tracce si ritrovano nel vino. Il disserbante è un veleno che entra nella falda acquifera e non starei tranquillo ad abitare in un posto circondato da 40 ettari di coltivazione di viti. Le case in campagna hanno il pozzo e l’acqua va sempre tenuta sotto controllo».
Deviazioni d’argomento che poi fanno parte di quello che magari può entrare in una canzone: «Non ho inserito questi argomenti – chiarisce Wilson – perché al primo disco volevo trattare la musica in leggerezza, dove è vero che i riferimenti country ci sono, ci ho messo il dobro, c’è il gusto di quelle atmosfere, ma occorrerebbe essere americani per proporre un vero country».
Non a caso però c’è un brano dove interviene Bobby Solo, artista da sempre innamorato dei suoni americani, da Presley in poi: «Avevo pensato a lui e gli ho inviato un messaggio. Mi ha chiamato subito e abbiamo deciso di scrivere un pezzo insieme, “Dove corre il tempo”, quello che chiude l’album».
Non abbiamo ancora parlato dei testi che insieme alla bella padronanza vocale di Giulio assegnano importanza e padronanza all’album. «In “Vento arlecchino” e “Parole tra noi” c’è l’intervento ai testi dello scrittore Roberto Piumini. La mia mamma mi leggeva una sua filastrocca da bambino, così quando ho cominciato a scrivere canzoni ho pensato a lui. L’ho contattato e mi ha inviato due testi che letti anche senza musica hanno già un forte impatto poetico».
Il 19 maggio Giulio sarà a Milano per una presentazione ufficiale dell’album al Bq De Nòtt e poi l’11 giugno sarà alla Scarperia nel Mugello alla Sagra delle fragole, ma da giugno inizia la sua partecipazione come apertura dei vari concerto che Bobby Solo farà lungo la penisola.
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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

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