Qualcosa di troppo. Anche nel film

Dopo una notte buia e tempestosa madre di famiglia si risveglia padre di famiglia

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Qualcosa di troppo
di Audrey Dana
con Audrey Dana, Alice Bellidi e Christian Clavier.
Voto 6 –

Audrey Dana, professionista depressa, madre di famiglia intristita e moglie tradita e abbandonata, si rompe le scatole d’essere trattata male in casa e fuori e dopo una notte di tempesta si sveglia dotata di sesso maschile. Suo padre gliel’aveva detto: “se non sei un uomo non conti niente”. Lo dice anche il titolo originale Si j’étais un homme. Dunque, dal mattino, la signora fa pipì in piedi. Quindi è una commedia. Prima si spaventa e manda in cimbali il suo ginecologo (Christian Clavier che rifà le smorfie esagitate di Louis De Funes), poi ci prende gusto e mimando, di equivoco in equivoco, quello che a lei sembra desiderio maschile (ma forse è solo una virile decisione di cambiare) risolve il suo problema sentimentale con un collega e quello della la sua autostima sul mondo del lavoro. Ma nel frattempo, spinta da pulsioni sessuali maschili… Potevamo stupirvi con citazioni speciali sull’invidia del pene da Freud, ma il film a lungo pensato, scritto, diretto e molto recitato dalla Audrey (11 donne a Parigi) è alla fine un divertissement, a volte di grana non fine, che farà fine dire (visto che è firmato da una signora) che è meno scemo di come sarebbe venuto girato da un maschio. Ma qualcosa di troppo ce l’ha… Carino lasciare a Clavier il tormentone prude “che bisogno c’è di usare la parola cazzo!?” quando non si parla d’altro. C’è il rischio che partorisca un remake nostrano…

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori