Elvis Presley e i suoi musicisti. “I Don’t Sound Like Nobody”

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La Fiera della Musica di Erba quest’anno dedica l’intera edizione a Elvis Presley, al suo modo viscerale e splendidamente animale di fare musica.
Il 28 maggio, a Casa Fim, sono stato invitato a parlare di Elvis Presley dall’amico fraterno Piero Chianura.

Parlare di Elvis per me personalmente, è una specie di ossessione culturale, credo che quello che Elvis ha rappresentato sia davvero The Cradle Where it Rocked, volendo mutuare il motto della Sun Records, la piccola etichetta indipendente dalla quale Elvis ( ma anche Johnny Cash, Jerry Lee Lewis, Carl Perkins e Roy Orbison) è partito alla conquista del mondo, grazie all’intuito rivoluzionario di Sam Phillips. La culla dove è stato scosso tutto il genere musicale che conosciamo come rock ora, prima rock and roll.

Ho fatto di necessità virtù e, non potendo ancora viaggiare nel tempo per piazzarmi sul marciapiede all’indirizzo  706 Union Avenue di Memphis il 18 luglio del 1953, quando il timido ma determinato Elvis Presley è entrato alla Sun a sua detta, per registrare un 45 giri da regalare a sua madre, ho letto, ascoltato, visto il possibile per capire il “marziano” Elvis ma anche Sam Phillips, i musicista, la storia e le storie dietro quella storia lì.

Qualche esegeta ha detto che si trattava di un artificio per non ammettere che si trattava di un tentativo di proporsi all’orecchio di Sam Phillips.
Io non lo so, so solo che il mondo quel giorno ha fatto un giro sull’asse della storia e Marion Keisker, dopo aver effettuato la registrazione si è appuntata qualcosa di quel ragazzo con le basette e qualche tempo dopo, se ne è ricordata.

Elvis registra My Happiness e That’s When Your Heartaches Begin spendendo tte dollari e venticinque centesimi.
Il dialogo con la Keisker passa alla storia, alla domanda di Marion «Che tipo di cantante sei?». L’enigmatico Elvis risponde: «Canto tutti i generi», così, insistendo Marion gli chiede: «Ma a chi assomigli?». «Non assomiglio a nessuno».

A sinistra Sam Phillips, titolare della Sun Records, a destra di Elvis Marion Keisker: all’intuito e alla libertà di questi personaggi si deve l’inizio della rivoluzione che ci ha portati qui.

Ecco, dentro una semplice frase c’è già tutto quello di cui parleremo domenica 28 maggio al Fim di Erba, il suono, quello della voce di Elvis ma anche quello della sua musica, e dei suoi musicisti, il duo di Scotty Moore alla chitarra elettrica e il contrabbasso di Bill Black e il trio con l’aggiunta della batteria di Dj Fontana.
Il periodo della fine degli anni 60 con la grande orchestra moderna che poggiava su Ron Tutt alla batteria e il basso elettrico di Jerry Scheff ( bassista anche dei pochi dischi dei Doors col basso) e la grande chitarra di James Burton.
L’idea è quella di sottolineare come per Elvis si trattasse di una ricerca assoluta di genuinità, colore e calore della sua musica che era assolutamente voluto e determinato a ottenere.

Questa musica dura nel tempo e nello spazio, abbattendo le barriere socioculturali e facendo sì che Elvis sia una presenza totalizzante nella storia della musica.

"Remember Elvis": Antonio Rigo Righetti racconta l'#Elvis #musicista!"Casa FIM" Domenica 28 maggio 2017 ore…

Posted by FIM – Fiera Internazionale della Musica on Donnerstag, 18. Mai 2017

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Bassista, cantante, scrittore. Trenta anni di rock’n’roll on the road! Dai Rocking Chairs a Luciano Ligabue, tante note e tante storie di r'n'r!