The Dinner. Cena di famiglia con crimine

Due famiglie, una cena, due ragazzi, un delitto

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The Dinner
di Oren Moverman
con Richard Gere, Laura Linney, Steve Coogan, Rebecca Hall, Adepero Oduye, Michael Chermes
Voto 7 +

Metti una sera a cena in un ristorante per pochissimi, dal servizio esclusivo e dai prezzi proibitivi, i poveri, l’insegnante (Coogan) e la moglie (Linney) invitati dai ricchi, il politico (Gere) e sua moglie (Hall). L’insegnante è fratello del politico: è un uomo fatto di rabbia, nevrosi e parole con cui giostra, soprattutto per far male, farsi male e in fondo per difendersi dalla sua assoluta debolezza. È un uomo allo stremo, ma sentirlo farneticare è uno spettacolo (delirante). Suo fratello il politico è un uomo di successo che secondo gli schemi ovvii è anche un gran maleducato che vive in dipendenza dal cellulare per sapere se durante la cena ottiene i voti per far passare una sua legge. Si candida a governatore. Chiari i ruoli, i buoni e i cattivi? No. Tutto si ribalta. Le due famiglie devono parlare dei figli, che hanno fatto una cosa finita su Internet ma che ancora non ha colpevoli definiti: hanno dato fuoco a una barbona che dormiva nella cabina del bancomat. Potrebbero uscirne illesi se nessuno parlerà. Il luogo comune vorrebbe che il politico protegga la sua ascesa e l’insegnante sia un paladino dell’etica. E invece no: il politico è disposto ad affrontare lo scandalo perché una vita umana è sacra e i ragazzi devono impararlo. Il professore invece ammazzerebbe per salvare il figlio. E le due madri? L’epicentro della cena con delitto da digerire non è tanto il delitto, quanto la famiglia e in particolare la famiglia afflitta da problemi mentali da cui sono usciti il professore impazzito (ossessionato dalla Guerra di Secessione: cosa che al pubblico italiano forse importa poco…) e il politico che cerca di far passare una legge per rendere alla portata di tutti il trattamento psichiatrico. Un film di parole, e praticamente solo di parole, dure, durissime, acrobatiche, in alcuni momenti di tensione davvero alta, ipnotica, in altri solo sfolgoranti, tratto dal bestseller di Herman Koch che ha già avuto due versioni cinematografiche: Het Diner di Menno Mejyes e I nostri ragazzi di Ivano De Matteo.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori