Le mani delle rockstar “fissate” da Cristina Arrigoni

La talentuosa artista lombarda, fotografa ormai amata dal gotha della musica, torna alla ribalta con la mostra The sounds of hands che sarà inaugurata il 27 maggio all’Icario Winery di Montepulciano. Un suggestivo e originale viaggio tra le estremità superiori dei grandi artisti incontrati tra palco, backstage e vita privata

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Cristina Arrigoni (foto di Joe Orsillo)

The Sounds of Hands: più chiaro di così, si muore!

Cristina Arrigoni ha scelto l’estremità più sottovalutata, ma forse anche la più affascinante e artisticamente “produttiva”, per regalare l’ennesima zampata carica di estro e sensibilità della sua originale carriera di fotografa rock & blues in costante ascesa.
Una fotografa, tanto per capirci, non (o, meglio, non solo…) da fossa sotto il palco o da corridoio del pit: “Solo i primi tre brani, scatti tutti uguali e, subito, via!,  sloggiare!”. Senza nulla togliere ai suoi ben poco agevolati colleghi, si intende.

L’artista lombarda, invece, è piuttosto (o, meglio, anche…) una fotografa da backstage, da tour bus e da ore piccole dopo che anche l’ultimo applauso della folla si è da tempo dissolto nell’aria e la stanchezza inizia ad affiorare nei protagonisti, ormai diventati “quasi” individui comuni prima di coricarsi nell’ennesima e anonima stanza d’albergo. Senza trucco e senza inganno.
Cristina, forse perché talvolta pare più carismatica e originale degli artisti stessi, è una professionista che si è guadagnata sul campo la corsia preferenziale per gli scatti meno scontati e più privati delle rockstar. Rockstar, ovviamente, intese come individui dotati di grande talento e insindacabile passione. E non, semplicemente e banalmente, come semplici prodotti da stadio e riviste patinate.
Si fa presto a dire fotografa, dunque! Diciamo, meglio, “portavoce” o persino “interprete”, ecco. Con quelle fotografie profonde e intriganti da autentica maestra del bianco e nero che, di anno in anno, stanno accrescendo sempre più il prestigio di internazionale di questa matura ragazzina, capace di regalare nuova vita e nuovi significati ai concerti e ai suoi interpreti.
Così, tirando fuori l’ennesimo colpo di genio, questa volta Cristina Arrigoni si focalizza proprio sulle mani delle sue “vittime”: quelle che suonano la chitarra, impugnano il microfono o più semplicemente firmano autografi, mentre la voce, il talento e l’anima fanno il resto.

Le mani di Randy Hansen (foto di Cristina Arrigoni)

Un punto di vista atipico e originale, scatti intensi e coinvolgenti che, dopo aver già suscitato il plauso degli artisti stessi e dei colleghi di zoom, troveranno finalmente spazio esclusivo in una mostra ospitata all’Icario Winery di Montepulciano che sarà inaugurata il 27 maggio. Lo stesso contesto aveva già ospitato anche il suo precedente progetto: Cristina Arrigoni American Ride (tele di grandi dimensioni, fino a 2 metri e mezzo, con immagini esclusive di Bruce Springsteen, Willie Nile, Jackson Browne, B.B. King, John Mayall, Billy Idol, Johnny Winter, Bono Vox e tanti altri, seguiti in tour come ospite speciale). Questa volta, invece, anticipata dal sottotitolo eloquente “a photographic journey into the language of musicians hands”, la sua The Sounds of Hands si focalizzerà su questo nuovo e particolarissimo filone.

Johnny Winter (foto di Cristina Arrigoni)

Già attrice, ma intrigata anche dal mondo del teatro, della scrittura, della pittura e della scultura, Cristina si è alla fine accasata sul pianeta della fotografia, affascinata soprattutto dai grandi pionieri del Novecento come Cartier-Bresson, Brassai e Dorothea Lange. La sua passione per la black music e la sua presenza costante in occasione di centinaia di eventi “all over the world” le hanno altresì consentito di sviluppare nel tempo uno stile particolarissimo di ripresa e di post-produzione. Affascinata anche da Dalì e dai Surrealisti, la Arrigoni ha creato uno stile definito “stratificato e pittorico che spinge spesso le sue immagini verso l’illustrazione”.

B.B. King (foto di Cristina Arrigoni)

Prezioso, nella vita della Nostra caratterizzata da mille voli e una valigia sempre pronta, l’incontro con il rocker statunitense Willie Nile che diventa presto non solo uno dei suoi soggetti preferiti, ma anche il suo compagno di vita. Nel frattempo, si susseguono anche scatti ed esperienze come quella al fianco del chitarrista hendrixiano Randy Hansen che la vuole come sua fotografa personale e le offre la possibilità di farsi notare a livello internazionale. Successive e sempre più prestigiose, quindi,  le collaborazioni della Arrigoni con figure del calibro di John Mayall, Jackson Browne, Billy Idol, gli U2, Johnny Winter, B.B. King, Leon Hendrix e Gene Taylor. Per Backstreets, autentica Bibbia per i fan del musicista del New Jersey, ha fotografato più volte Springsteen, ma le sue immagini sono state pubblicate, tra le numerose ribalte editoriali, anche da Rolling Stone Germany e Australia, da El Pais e Blues-E-News. Non si contano, ovviamente, le sue fotografie utilizzate per realizzare le copertine di album e i relativi booklet interni.

Cristina Arrigoni fa anche parte dell’ormai consacrato mondo della Wall Of Sound Gallery con la quale il nume tutelare dei fotografi italiani Guido Harari, affiancato da Cristina Pelissero, ha voluto colmare una lacuna nell’ambito del collezionismo fotografico tricolore, creando “una specialissima capsula del tempo dove l’immaginario collettivo può riconnettersi con l’emozione visuale della musica e della sua cultura. Un bacino ideale per appassionati di musica e fotografia, per collezionisti abituali e anche per chi vorrebbe muovere i primi passi in questo ambito, tra fotografie di gran qualità delle icone leggendarie e immagini meno conosciute o finora non disponibili, preziosi volumi in edizione limitata e manifesti d’epoca”. Compreso il restauro di archivi ormai dimenticati. Rappresentando un numero sempre crescente di fotografi internazionali come la Arrigoni, la Wall Of Sound Gallery è divenuta rapidamente il punto di riferimento per qualunque acquirente di fotografie musicali fine art.

Jackson Browne (foto di Cristina Arrigoni)

La serata inaugurale della mostra all’Icario Winery di Montepulciano sarà caratterizzata anche da un’esibizione acustica di Willie Nile, affiancato dalla chitarra del bluesman lombardo Marco Limido. Quella del 27 maggio sarà la data di chiusura del suo breve tour acustico italiano che lo vedrà esordire proprio questa sera a Bergamo, per raggiungere domani Trieste, domenica 21 Lugagnano e Grosseto il 26 per un “private concert”. Il 23 giugno uscirà invece Positively Bob – Willie Nile sings Bob Dylan (River House Records), diciassettesimo album del glorioso artista di Buffalo.

Vogliate gradire!

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Daniele Benvenuti, triestino, classe 1968. Laureato in Scienze politiche, è giornalista professionista con ormai cinque lustri abbondanti di attività sulle spalle tra carta stampata, video e radio. Studioso di “popular music”, nonché autore di una monumentale tesi in Sociologia delle comunicazioni di massa (Sociologia della musica: Il rock e la comunicazione tra fan), tra le sue produzioni editoriali predilige biografie e monografie come quelle già dedicate a Bruce Springsteen (quasi tremila gli iscritti allo specifico gruppo Facebook 'All the way home') o ad atleti di prestigio. Già responsabile di uffici stampa nelle massime categorie sportive nazionali, attivo nel mondo del volontariato, è specializzato anche nella promozione di rassegne musicali ed eventi sportivi. È vicepresidente vicario dell’USSI FVG. Una casa letteralmente invasa da migliaia di vecchi vinili, musicassette, cd, stampe, locandine, foto e libri specializzati (tutto classificato con maniacale precisione…). Le sue opinioni costituiscono il sunto di quasi trent’anni di ascolto critico, archiviazione metodica, viaggi sgangherati e una caccia spasmodica alla “scaletta perfetta”.
  • Elefen Basal

    Le mani di Randy Hansen = John Mayall.