Zucchero: «Potrei chiamare Bono per mettere in piedi un Live Aid contro il terrorismo»

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È stata pubblicata questa mattina sul Corriere della Sera un’interessante intervista a Zucchero, in questi giorni impegnato in Australia con il suo Black Cat World Tour.
Durante la lunga chiacchierata con il giornalista Andrea Laffranchi il bluesman di Reggio Emilia ha parlato dell’attacco terroristico alla Manchester Arena che ha sconvolto il mondo e il panorama musicale: «Terribile, allucinante. Rischio di essere retorico ma non trovo altre parole. È stata una vigliaccata. Hanno colpito dei ragazzi che si divertivano con la musica». E ancora: «Ci vorrebbero dei controlli capillari, un percorso obbligato con metal detector come in aeroporto, ma è difficile organizzare l’afflusso di così tante persone in così poco tempo».

Ma su un punto Zucchero non ha dubbi: the show must go on. «Potrei chiamare Bono per dirgli di mettere in piedi un grande raduno, un Live Aid contro il terrorismo. Dobbiamo dare un segnale che non abbiamo paura», ha concluso l’artista.

I due artisti sono grandi amici da oltre vent’anni. Nel 1992 Bono scrisse il testo in inglese di Miserere, canzone eseguita da Zucchero con Pavarotti nel disco Pavarotti and Friends. Nell’ultimo album di Zucchero invece è contenuta Streets of Surrender, canzone che Bono scrisse all’indomani dei drammatici fatti di Parigi del novembre 2015 che costrinsero gli U2, a pochi metri quella notte dal Bataclan, a rimandare i concerti al mese di dicembre. Bono, sconvolto ma deciso di mettere sempre “l’amore davanti la paura”, scrisse, insieme al suo amico Simon Carmody, la canzone per Zucchero sulle musiche che gli lasciò in occasione del concerto del 5 settembre 2015 degli U2 a Torino (dove l’artista di Reggio Emilia eseguì con gli U2 I Still Haven’t Found What I’m Looking For).

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Emanuele Camilli
Nasce a Viterbo nel marzo di un anno dispari. Il primo album che acquista è... Sqérez? dei Lunapop. Il suo sogno? Vedere i fratelli Gallagher ancora una volta insieme su un palco.