27 maggio 1987: il terremoto U2 a Roma

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U2 [Death Valley - 1986] | Photo By: ©Anton Corbijn

Il 27 maggio 1987 gli U2 sbarcavano a Roma, per l’inizio della leg europea del The Joshua Tree Tour. La band di Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen, aveva pubblicato poche settimane prima (il 9 marzo) l’album che li avrebbe consacrati nella storia della musica: The Joshua Tree. Dopo la prima leg, fatta di concerti esclusivamente nelle arene americane, durante la quale il 27 aprile 1987 erano apparsi sulla copertina del Time, come il “Rock’s Hottest Ticket” dell’epoca, gli U2 erano pronti per gli stadi. Il primo stadio, del tour, ad accogliere la band irlandese fu lo Stadio Flaminio. Era anche il primo concerto degli U2 a Roma, il quarto in Italia, dopo quelli del 4, 5, 6 febbraio 1985 a Milano e Bologna.

La band irlandese arriva a Roma accolta da una atmosfera di fuoco: gli U2 per tanti giovani dell’epoca (fortunatamente ancora oggi) erano molto più che una semplice band. Erano un culto, una fede, una passione… un ideale. Come gli ideali che i quattro irlandesi cantavano e suonavano nelle loro canzoni: pace, speranza, amore e ribellione. Bono era una sorta di Messia sceso in terra: il ragazzo con la bandiera bianca del 1983 era cresciuto, maturato da un punto di vista artistico, scrivendo testi sublimi che parlavano di Dio, di viaggi nei deserti, di fuochi indimenticabili, di bombe e di droga. Ed era entrato nell’apice delle sue qualità canore: capace di acuti e di falsetti, di estensione vocale e timbri forti. In studio, come dal vivo.  Queste le premesse del primo concerto degli U2 a Roma: i fatti lo resero, epico. Ancora oggi.

Dopo un lungo set in cui si alternarono rispettivamente i Lone Justice, i Big Audio Dynamite e i Pretenders, finalmente sulle note di Where The Streets Have No Name entrano gli U2: «Hello Roma!!» urla Bono davanti a migliaia (45000 secondo i dati ufficiali dell’epoca) di fan, impazziti. Il cantante irlandese introduce I Still Haven’t Found What I’m Looking For con queste parole:«Questo posto è grande… ma noi… e voi… siamo più grande» e il pubblico del Flaminio saluta con un boato le parole del leader degli U2. Il concerto prosegue tra canzoni di The Unforgettable Fire e pezzi di The Joshua Tree; uno dei momenti topici è quello rappresentato da Sunday Bloody Sunday, dove Bono si augura di non dover ricantare più in futuro questa canzone per eventi di terrorismo analoghi, e Bad, preceduta dalla cover dei Beatles Help. Proprio durante Bad  Bono, non al meglio con la voce quel giorno, fa esplodere letteralmente il pubblico: «Ero molto preoccupato se potevo cantare oggi, ho un fortissimo mal di gola. Sono andato prima del concerto a farmi visitare da un dottore. Ma il dottore mi ha rassicurato, perché se non ce la facevo a cantare, il pubblico di Roma avrebbe cantato per me». Anche se non al meglio della voce Bono non rinunciò di certo al suo cantato live dell’epoca, fatto di forti acuti: non si risparmiò lui, non si risparmiarono gli U2. Non si risparmiò nemmeno l’impianto audio del palco della band irlandese: in molte case limitrofe allo Stadio Flaminio si avvertirono forti vibrazioni, qualche finestra addirittura ebbe lesioni ai vetri e i vigili del fuoco furono tempestati di chiamate da parte di gente impaurita. Non era il terremoto, erano gli U2.

Il concerto si concluse con la splendida 40. Di seguito la setlist del primo concerto in assoluto a Roma degli U2.

1.Where The Streets Have No Name
2.I Will Follow
3.Trip Through Your Wires
4.I Still Haven’t Found What I’m Looking For / Exodus
5.MLK
6.The Unforgettable Fire
7.Bullet The Blue Sky / The Battle Hymn Of The Republic
8.Running To Stand Still
9.Exit / Riders On The Storm  / Van Morrison’s Gloria
10.In God’s Country
11.Sunday Bloody Sunday
12.Help
13.Bad / Ruby Tuesday / Sympathy For The Devil
14.October
15.New Year’s Day
16.Pride (In The Name Of Love)
17.With Or Without You / Shine Like Stars
18.40

Il giorno dopo il concerto, Bono fu intervistato da Ron Wood, raccontando le grandi emozioni vissute dagli U2 la sera prima.

Gli U2 dopo la data di Roma suonarono due concerti allo stadio Comunale Braglia di Modena, il 29 e il 30 maggio. Nella capitale la band irlandese ha suonato successivamente il 6 e 7 luglio 1993, sempre allo Stadio Flaminio; il 18 settembre 1997 all’Aeroporto dell’Urbe e il 23 luglio 2005 e l’8 ottobre 2010 allo Stadio Olimpico. Proprio nel concerto del 2010 Bono ricordò il concerto del 1987 al Flaminio, dicendo come gli U2 con Roma hanno da quel giorno un rapporto bellissimo e duraturo.

Un filmato della RAI dell’epoca (il video intero del concerto su Youtube è purtroppo di qualità bassa) ci mostra immagini della band, dei fan e del concerto. Furono messi in circolazione poco dopo il concerto due registrazioni audio amatoriali dal titolo Native Son e Earthquake in Rome, che per anni circolarono tra i fan degli contribuendo ad alimentare il mito di quel concerto.

Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen il 15 e il 16 luglio torneranno a Roma, allo Stadio Olimpico, per il tour celebrativo del trentenale di The Joshua Tree. Chissà Bono, se e come, ricorderà al pubblico il concerto allo Stadio Flaminio del 27 maggio 1987.

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