I lupi di Ermal, tanti chilometri e tanta passione

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Ermal Meta all'Alcatraz di Milano il 7 maggio 2017 - © Foto: Riccardo Medana

Molte volte si parla di fan utilizzando un termine generico, come se fossero una massa indistinta. Ma ogni fan ha una sua storia, un suo percorso, un suo modo di vivere la propria passione. Spesso poi, in particolare quando si tratta di artisti che non hanno un pubblico mondiale, ma nazionale, i fans club sono delle vere e proprie comunità, fatti di rapporti umani, amicizie ed amori. Per loro il concerto non è più l’atto musicale fine a se stesso, ma diventa una scusa, un’occasione per trovarsi, rivedersi e riabbracciarsi.

Essere fan è un mestiere duro, ricco di ansie, viaggi, chilometri, spese, code, ma anche tanta gioia e tante risate che, alla fine, ripagano di tutte le fatiche (fisiche ed economiche) che vengono sostenute.

Anche il nostro artista del mese, Ermal Meta, ha il suo gruppo di fedelissimi, i Lupi di Ermal, nome nato dall’idea della fondatrice, Elisabetta Messico, dopo un’intervista con Paola Gallo di Radio Italia circa un anno fa. Abbiamo incontrato alcuni di loro in occasione del concerto al Teatro Duse di Bologna e ci siamo fatti raccontare questa grande passione.

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.
  • Terry Mian

    e io ne farei in tutti Italia la fatica poi viene ripagata alla grande