Vent’anni di “Fuori e dentro il borgo”: emozioni lungo l’Emilia

222
0

I fan di Luciano Ligabue (e non solo), sanno bene di cosa si sta parlando. Fuori e dentro il borgo, il primo libro di racconti scritto da Luciano, festeggia i suoi primi vent’anni.

Proprio ieri, nella sempre “piccola città eterna”, il comune di Correggio ha deciso di celebrare questo anniversario attraverso un itinerario narrativo sui luoghi raccontati nel libro. Perché la bellezza di quei racconti risiede soprattutto in ciò che viene descritto, con ironia, lucidità, affetto e a volte nostalgia. Fino a quel momento, Luciano aveva dedicato la sua carriera soltanto alla musica, raggiungendo la consacrazione con Buon compleanno, Elvis!, e non aveva alcuna intenzione di scrivere un libro. Eppure… é bastata la proposta giusta, dopo che molte case editrici avevano più volte chiesto al Liga di scrivere un libro, qualunque tipo di libro, non aveva importanza (business is business, si sa), affinché Luciano fosse convinto di poter accettare la sfida. Luciano sceglie di scrivere racconti, per avere la più ampia libertà espressiva, come lui stesso ha ammesso nel corso del tempo (e non è un caso che sceglierà ancora la modalità racconto negli anni successivi, pubblicando Il rumore dei baci a vuoto, nel 2012, e Scusate il disordine, nel 2016). Per conoscere e capire ancora meglio la musica di Luciano, credo sia fondamentale leggere questi 43 racconti brevi, in cui ritroviamo tutto il mondo che lui conosce bene e che racconta da sempre in modo perfetto, come fosse l’insieme di tanti quadri che vanno a comporre un’opera unica: l’Emilia, ma soprattutto, la provincia emiliana, e ancora più nello specifico, Reggio Emilia e Correggio.

Nel corso dei racconti c’è tutto il mondo della provincia che Luciano conosce benissimo, i posti dove ha sempre vissuto e dove tuttora vive, ma soprattutto le persone, o sarebbe meglio dire, i personaggi. Gente comune che nella sua sgangherata quotidianità ha reso la sua vita un’arte, ma rigorosamente a modo proprio. I vari Bonanza, Kingo (citato anche in un brano, E, contenuto in Miss Mondo), Virus, Savana, Athos e tutto il microcosmo che è il borgo diventano in qualche modo famosi, hanno il loro momento di celebrità attraverso la penna del Liga, che fa trasparire tutto il suo legame con la sua terra e la sua gente. Ci sono momenti estremamente personali (Non sei diverso dalle altre puttane), la nascita delle radio libere, il personaggio di Freccia, che diventerà il protagonista del primo film di Luciano, Radiofreccia (nel quale troveremo molto di questi racconti e della loro atmosfera). C’è tanto della vita professionale e del modo di affrontare il successo (Primomaggio, Il cantante, il Borgo e l’era dell’Acquario), e non importa che siano passati 20 anni, o se per qualcuno la visione del mondo in questo libro possa risultare troppo provinciale, ristretta. L’essenza di ciò che Luciano ha vissuto e vive nella provincia, una volta che il rumore svanisce e le luci del palco sono spente, il suo modo di vedere le cose, di approcciare alla vita, è tutto qui, in queste righe scritte a 37 anni. Un artista si evolve, può anche cambiare  totalmente vita, ma ciò che rappresenta non può svanire, non può essere cancellato dal tempo che passa. Fuori e dentro il borgo simboleggia un po’ un inizio, non solo come scrittore, ma come quello che Luciano avrebbe voluto e vuole continuare a raccontare, attraverso i vari modi narrativi che ha già sperimentato. Continua ad essere amatissimo dai fan, e scopro spesso di ragazzi e ragazze che lo leggono adesso, restando stupiti da tutto quello che vi ritrovano, dalla ricchezza di immagini e sensazioni. Io stessa, probabilmente, lo lessi per la prima volta che ero molto piccola, ma continuo a rileggerlo, anche solo qualche racconto che mi torna alla mente, perché quei posti, dopo averli visti e vissuti, sono diventati anche miei.

«E adesso? Adesso che questa fine d’anno si è consumata con un bellissimo raduno che nemmeno la giornata più nevosa del secolo ha potuto mandare a monte e gli iscritti al fan club, splendidi, ci hanno raggiunti da ogni parte d’Italia facendosi mazzi indescrivibili su strade impossibili pur di dire “presente” all’ennesimo pomeriggio insieme e con un capodanno in piazza a Modena sotto una fioccata impressionante che durante A che ora è la fine del mondo? Sembrava che qualcuno ci prendesse in parola mandandoci giù fiocchi che parevano stracci e la copertura del palco non poteva niente e le chitarre non tenevano l’accordatura e la bocca mi s’ingolfava di neve mentre cantavo o tentavo di cantare e nel frattempo godevo come un pazzo e ragazzi fradici sotto la tormenta da ore pretendevano da noi il miglior spunto per questo anno nuovo tutto da giocarsi?». (Incipit di Fuori e dentro il borgo)

CONDIVIDI
Nata in Calabria, classe '86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.