Ciao Massimo Riva!

8636
0

Sembra ieri, invece sono passati 18 anni da quel maledetto 31 maggio 1999, quando Massimo Riva è volato in cielo. Io me lo ricordo bene, magro come un chiodo, i capelli lunghi, le magliette strappate, lo sguardo spiritato, quel sorriso beffardo, birra in mano e sigaretta tra le labbra. Una volta mi disse: «Vasco sostanzialmente è un cantautore. Se è diventato un rockettaro è anche grazie a me e agli altri della Steve Rogers Band, altrimenti sarebbe stato un mix tra i Pooh e i Genesis». Lo disse davanti a lui, con una specie di ghigno stampato sulla faccia, e lui ovviamente s’incazzò. Qualche tempo fa nell’Altra biografia pubblicata sulla sua pagina Facebook ha ricordato che con Riva le discussioni, le minacce, le piccole e grandi ripicche erano all’ordine del giorno. Massimo provocava e lui talvolta s’infuriava, ribattendo: «Sei un fantastico numero due ma per fare il numero uno non hai le caratteristiche necessarie».

Ma Massimino era fatto così, si divertiva a fare il provocatore. E pazienza se ogni tanto ne combinava una un po’ più grossa del solito e Vasco lo licenziava (nel vero senso della parola). Tanto sapeva che per lui era come un figlio e presto o tardi l’avrebbe perdonato. Allora sarebbe tornato sul palco al suo fianco a regalargli tutta la sua energia, il sudore della fronte e quegli incredibili salti che gli valsero il soprannome di “Rana”.

Come tutti sanno, lo strappo più importante avvenne quando Massimo convinse gli altri a mollare il Blasco per provare a percorrere una strada propria. Però dopo il successo ottenuto con Alzati la gonna, andò male. È sempre Vasco che racconta: «La Steve Rogers Band partecipò al festival di Sanremo, fu eliminata alla prima serata e si sciolse immediatamente. A quel punto ebbi un’illuminazione! Pensai che per la storia di Vasco Rossi, per la bellezza dei concerti sarebbe stato bello ci fosse Massimo Riva a suonare la ritmica, che come lui non la suonava nessuno. Allora l’ho richiamato e se non fosse morto ci sarebbe ancora lui in quel posto».

Quando arrivò la notizia della sua morte, di quella morte così stupida, ci rimanemmo tutti di merda. Personalmente lo avevo visto poche settimane prima. Avevamo passato parecchio tempo a parlare dietro le quinte di una manifestazione televisiva. Sapevo che ogni tanto si faceva, ma giuro che se qualcuno mi avesse chiesto come lo avevo trovato, avrei risposto: «Sta bene, è pulito…». Invece c’era ricaduto un’altra volta, l’ultima. Peccato davvero, perché era una persona con una gran voglia di vivere, divertente, curioso e capace di intuizioni fulminanti.

Qui di seguito posto tre foto che ho rubato dalla pagina Facebook di sua sorella Claudia Riva: la prima è accompagnata da un post in cui gli augura buon viaggio nell’isola che non c’è, che sicuramente per lui sarebbe stato il luogo ideale in cui vivere. La seconda lo ritrae una volta ancora in un luogo di vacanza, le Barbados: Massimo amava viaggiare e vivere (notare il fiore tra i capelli). La terza è tratta dal diario di famiglia e li ritrae, bellissimi, quando erano ancora bambini, suppongo nella casa in cui sono cresciuti a Zocca… Scusa Claudia per questo furto, ma da persona intelligente quale sei so che capirai: Massimo era e resta tuo fratello, ma un pochettino appartiene anche a tutti noi che lo abbiamo amato. Ed eravamo in molti.

Massimo Riva

Massimo Riva

Massimo Riva

Ciao Massimo! Dentro di me, dentro tutti noi che ti abbiamo voluto bene sei sempre vivo…

CONDIVIDI

Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: “Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here