Paolo Gianolio. La voce è adesso

Il chitarrista, braccio destro storico di Baglioni, ci presenta ‘"Euritmia" «La musica va sempre presa sul serio. Claudio? Si sta dando da fare…»

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Paolo Gianolio
Foto di Angelo Trani

Paolo Gianolio, sessanta primavere un anno fa, parla come scrive e scrive come parla. Sintomo di grande intelligenza, la sua. Durante una conversazione con questo gigante della musica italiana (nel corso della sua carriera ha prestato il suo strumento un po’ a chiunque: da Mina a Ramazzotti passando per Vasco Rossi, Laura Pausini, Anna Oxa, Matia Bazar ecc.) grande è la sensazione di stare dialogando con un artista davvero innamorato della musica. Come d’altronde si nota anche nella cura certosina posta dietro la realizzazione del suo terzo album solista Euritmia, un bel lavoro a metà tra pezzi cantati e strumentali dove la voce del chitarrista di Reggio Emilia accompagna melodie leggere, ma mai scontate.

Importante, imprescindibile, basilare è inoltre la sua partnership con Claudio Baglioni che dura fin dal mastodontico tour de La vita è adesso (metà degli anni ’80) e ha recentemente portato a casa la bella vittoria – artistica e di pubblico – di Capitani Coraggiosi, lo spettacolo itinerante in coppia con Gianni Morandi. Inevitabile quindi che qualche domanda della nostra intervista vada ad intrecciarsi, strada facendo, su cosa stia combinando negli ultimi tempi il cantautore capitolino.

Da quant’è che queste canzoni ti giravano per la testa e tra le dita?
Questo terzo disco è nato con l’intenzione di creare nuovi brani, soprattutto per via dell’aggiunta della voce che nei due precedenti lavori (Pane e nuvole e Tribù di note, Ndr) non era contemplata. Ho cercato di raggiungere ciò che la mia personalità mi suggeriva, vale a dire la ricerca della semplicità nella melodia e nel ritmo. Ciò non toglie che vi siano brani introspettivi che parlano della mia evoluzione naturale. In pratica Euritmia è la storia della mia vita da musicista. Espressa con voce, parole e note.

Un disco solista come questo (e dentro ci sento un po’ di tutto: dalla fusion di Euritmia al reggae leggero, quasi UB40, di “Il sole ci sorride” passando per tanta chitarra acustica e classica) ti libera un po’ dalle forzature a cui un turnista, bene o male, deve andare incontro?
La libertà nella musica si esprime con la propria personalità mentre l’esperienza e la collaborazione con altri musicisti e artisti non fa altro che rafforzarne il carattere. Ok, è la musica che ci presta attenzione e ci fa dono della sua magia, ma è sempre necessario ascoltarla e prenderla sul serio.

C’è stato un caso nella tua carriera in cui ti sarebbe piaciuto co-firmare una canzone con qualche tuo collega? Oppure resti fedele al tuo ruolo di “collaboratore” che non interferisce nel songwriting dei vari Ramazzotti, Baglioni, Vasco ecc.?
Non capita spesso di avere idee che possano risolvere ostacoli musicali nell’ambito compositivo; allo stesso tempo è successo qualche volta di essere decisivi in qualche scelta importante e di conseguenza acquisire una piccola percentuale.

Non tanto agli inizi, ma anche in anni più recenti hai avuto maestri della chitarra verso i quali hai sempre buttato l’orecchio anche solo per curiosità?
Non sempre s’impara solo dal proprio strumento, ascolto musica di tutti i tipi e la mia anima esclude automaticamente ciò che non mi attira. Jim Hall rimane il mio chitarrista preferito per la sua classe a tessere melodie e armonie moderne e attraenti. Come ti ho già detto prima, la musica è sempre maestra se si ascolta con attenzione.

Torniamo ad Euritmia. Nel primo brano Tra terra e cielo ti sfugge subito un’immagine (“vento mago”) che forse è un piccolo omaggio a Baglioni che sottotitolò Un mondo uomo sotto un cielo mago il suo doppio album Oltre del 1990. Ci ho preso?
Beh, l’influenza è innegabile ma sempre in buona fede. Quando hai a che fare con un artista così completo non puoi far finta di niente. La sua opera entra a far parte di te, che tu lo voglia o no. (sorride)

Cosa provi dentro di te quando riascolti un capolavoro come lo stesso ‘Oltre’? Per me resta uno dei dischi italiani più riusciti, pop ed ambiziosi del ‘900. Forse un po’ dimenticato dalla critica…
Innanzitutto credo che Claudio Baglioni sia un artista che ha il merito di rinnovarsi sempre. Oltre è sicuramente uno dei suoi capolavori assoluti e piace tanto anche a me. A quell’epoca era molto avanti musicalmente con testi ancora oggi freschi come rose. Tutti i brani contenuti nel doppio album hanno la particolarità di essere composizioni molto originali che escono da schemi canonici. Quindi sono d’accordo con te: è un disco ancora attuale da ascoltare per scoprine tante sfumature.

Arriverà mai il diciassettesimo album in studio di Baglioni, alias il primo di inediti dai tempi di Con voi del 2013? Magari è solo una questione di cabala…
Sono sicuro che arriverà! Claudio è di “ferro” e quando gli si innesca la miccia non lo fermi più.

Hai ricevuto dallo stesso Baglioni dei feedback di tenerti pronto oppure non puoi ancora anticiparmi nulla?
Per ora no. Io credo che Claudio si stia dando da fare per raggiungere cose nuove. E se i tempi si allungano è probabile che sia solo dovuto alla ricerca del suo meglio.

Sono previsti concerti o eventi speciali legati alla promozione di Euritmia?
Si, stiamo organizzando, in dei piccoli teatri, alcuni concerti che prevedono, oltre a me, l’intervento di qualche altro musicista e di Donella (Serafini, la moglie di Gianolio. Ndr) che di suo ne racconterà la trama.

Ultima domanda. Ripensi mai ai tempi dei Change? Quel disco (The Glow Of Love, 1980) è stato campionato perfino da Janet Jackson da quanto era perfetto nella sua visione funky-disco del periodo…
Certo che ripenso a quell’epoca! (ride) E lo faccio pure con molta gioia perché quella fu davvero un’esperienza indimenticabile. Soprattutto per la collaborazione con musicisti del calibro di Davide Romani e Mauro Malavasi. E poi per aver assistito, con i capelli dritti dall’emozione, alla performance di Luther Vandross, allora ancora sconosciuto al grande pubblico. Luther cantò per l’appunto su The Glow Of Love, la titletrack dell’album. E fu strepitoso!

Per saperne di più su “Euritmia” (Videoradio/Self), terzo disco solista di Paolo Gianolio, cliccate qui.

Paolo Gianolio
Foto di Angelo Trani
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Simone Sacco nasce nel 1975, l'anno di "Horses" di Patti Smith. Nella vita scrive abitualmente di musica, tattoo art, calcio, libri ecc. Deve tutto, nel bene o nel male, al 1991 e a "Nevermind" dei Nirvana.