Patrizia Cirulli. Quando la poesia diventa canzone

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Patrizia Cirulli

Gli intrecci tra letteratura e canzone, e conseguentemente tra poesia e canzone, sono molteplici e risalgono alle origini dell’arte delle sette note. C’è qualcuno che ogni tanto ancora ama sperimentare quali effetti possano sortirne. È il caso di Patrizia Cirulli, cantautrice piuttosto stimata, molto abile nel trasformare in canzone poesie o brani di prosa. Nel suo ultimo album, uscito lo scorso anno, ha musicato opere di Catullo, Oscar Wilde, Garcia Lorca, Eduado De Filippo, Baudelaire, Quasimodo e Gabriele D’Annunzio. Quell’album ha avuto diversi riconoscimenti prestigiosi: è arrivato in finale alle Targhe Tenco e ha vinto il Premio Lunezia.

Ora ne ha è estratto un nuovo singolo, Stringiti a me, basato su un testo di D’Annunzio che è una straordinaria dichiarazione d’amore  che ognuno vorrebbe sentirsi  rivolgere dalla persona amata: Patrizia è riuscita a trasformarla in un’emozionante canzone di musica leggera.

Il relativo video è stato girato (in via del tutto eccezionale) negli interni del “Vittoriale degli Italiani”, nella storica casa-museo creata dal poeta sulle rive del lago di Garda. In quel luogo si respira un’aria di sacralità, sostenuta da vetrate dipinte, finestre con pesanti tendaggi e luci soffuse nelle stanze. Questa è l’atmosfera che accompagna le note del brano in un crescendo di emozioni e immagini che trasportano in una realtà senza tempo. La regia del video è di Ottavio Tonti.

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