“Quello che mi manca” raccontato da Valentina Bagni

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Se si esce dal campo più cinicamente semantico è veramente difficile dare una definizione alla musica: emozioni, purificazione, empatia, malattia, cura sono tutti vocaboli che possono tranquillamente coesistere senza entrare in contrasto se li applichiamo ad essa.
Valentina è agli esordi sulla scena musicale ma non è di certo nuova alla musica anzi, essa è da tempo parte fondamentale della vita vista la sua occupazione nei campi della musicoterapia e dell’educazione vocale ma adesso anche per lei è giunto il momento di uscire allo scoperto e portare le sue canzoni sul palco.
Il suo disco Quello che mi manca uscito il 2 giugno racconta la sua vita alternando delicatezza, schiettezza e momenti in cui entra a gamba tesa e per orientarci al meglio ne abbiamo parlato un po’ insieme

Ciao Vale, sei tra i nostri Absolute Beginners quindi ne approfitto subito per chiederti la domanda delle domande: Chi è Valentina Bagni?
Valentina è una cantautrice che usa la voce, le parole e la musica per raccontare cose della quotidianità nel modo che sento più mio.
E poi sono un insegnante di canto, mi occupo di voci in senso educativo e non solo estetico. Sono passata anche dalla musicoterapia…

E senza dubbio quest’ultima esperienza ha giocato un discreto ruolo nel tuo album…
Dopo un po’ di tempo che studiavo canto e musica, mi sono resa conto di quanto la voce, sia uno strumento per far emergere le nostre parti più intime e profonde e che la musica può avere un effetto catartico. Almeno per me lo è stato, soprattutto nell’ultimo periodo… il risultato sono poi state canzoni come Nonostante tutto e Crisalidi.

Tra le tracce c’è anche una poesia, tu stessa affermi che scrivevi poesie ancora prima di scrivere canzoni e quindi ti chiedo: durante il processo creativo vengono prima le parole o la musica?
Non è una cosa ben definita, a volte la musica suggerisce le parole, altre volte accade il contrario.
Quella poesia nello specifico è nata poco prima di chiudere il disco, non poteva essere un caso, poi quando sono entrata in studio e l’ho letta, l’arrangiatore si è subito messo al piano e le ha messo addosso un vestito di note. È stato bellissimo. Lì ho capito che sarebbe stata perfetta come epilogo dell’album.

E invece la tua musica di cosa è permeata? Chi sono le tue ispirazioni?
Io sono immersa nella musica da sempre, visualizzo immagini attraverso la musica e viceversa. Mi viene naturale. Dal punto di vista cantautoriali, quelli che mi fanno battere il cuore sono Fossati, De Gregori, De Andrè, Fabi, fino ad arrivare a Silvestri, dal punto di vista performativo beh, senza dubbio la Mannoia.
Poi mi piace moltissimo anche la black music e diversi generi etnici, la musica elettronica. Nella produzione dell’album ho inserito elementi brit pop, jazz e anche un po’ di elettronica senza però mai tradire la tradizione cantautorale italiana che va comunque rispettata.

E devo ammettere che ti è riuscito molto bene, ma andiamo avanti… nel disco si sente praticamente solo la tua voce ( con la dovuta eccezione di Nico Borsellini in Nonostante tutto) ma in realtà è un disco estremamente corale… chi salutiamo?
Senza dubbio, mi ha fatto molto piacere collaborare con Nico (mio allievo) in quel pezzo in cui, senza dubbio, ha aggiunto quel quid in più, poi la dottoressa Teresa Zucchi che, grazie alla sua lettera ai giovani, è stata fonte d’ispirazione per la suddetta canzone, Valeria Smaniotto che mi è stata vicina e mi ha sostenuto nel percorso, Luca Fattori per gli arrangiamenti e che tutt’ora si occupa della promozione e della grafica, Massimo Pancrazi che è il mio chitarrista da sempre, Franco Poggiali fonico e arrangiatore, Mario Cianchi al quale devo tantissimo sin da quando ancora non scrivevo canzoni (ndr. è l’autore di Chiedilo al vento),
Marco Dianda che mi ha aiutato a completare Niente di sbagliato, Cecilia Del Bono che mi ha aiutata a rivisitare l’arrangiamento di Assenza e poi ovviamente la famiglia, gli amici e gli allievi che sono sempre supporto e ispirazione.

Elevator pitch: hai il tempo di un viaggio in ascensore per convincerci del tuo disco, scegli la canzone più rappresentativa:
Crisalidi è una canzone che in questo periodo mi calza particolarmente, parla di trasformazione e di un passaggio che porta a un riconoscimento. Questa canzone parla dell’evoluzione, di quando si cresce e si passa dall’infanzia all’adolescenza all’età adulta e di come sia facile in questo processo perdere la propria autenticità. Invece dovremmo più spesso dare luce al bambino che è dentro ognuno di noi, lasciarlo esprimere “per tornare a riconoscersi”. È tra l’altro collegata a Se io fossi, una poesia che ha scritto mio nipote. E’ la persona più importante della mia vita e lo amo alla follia. I primi versi si sente che sono scritti da un bambino, usa parole molto semplici… ma nell’ultima frase mi ha spiazzato “Se io fossi la luna guarderei la terra girare e l’accompagnerei nella sua rivoluzione”. Proprio in quel momento stavo scrivendo Crisalidi e così ho deciso di renderlo partecipe al progetto.

Niente male per un ragazzo di dieci anni eh? Invece passiamo alla canzone che probailmente farà parlare, Famelica
È il singolo che uscirà insieme all’album, penso anche io che sarà un pezzo che farà parlare: è un tema molto delicato e credo poco conosciuto! Questa fame nervosa che attribuisce al cibo un valore che va oltre alla nutrizione diventa un “pieno” che riempie un “vuoto”, un “masticare la propria rabbia” perché non la si riesce a esprimere per paura di fare male a qualcun altro, un torto che non riesco a “digerire”… chi ci è passato e sa di cosa si parla sa che non è così semplice, a volte l’emotività va oltre il pensiero e la capacità di trattenersi dal mangiare. Volevo denunciare questo fatto perché anche i dietologi spesso non capiscono il malessere di queste persone che lottano ogni giorno con questa malattia (perché di questo si parla!) quando non raggiungi quell’obbiettivo magari si incazzano anche! In questi casi serve un aiuto psicologico. Io ho avuto la fortuna di incontrare molte persone che mi hanno aiutato. Sono stata fortunata.
La canzone vuole essere uno schiaffo morale a chi ancora maleducatamente continua a sottovalutare questo problema e allo stesso tempo un invito a restare forti e continuare a lottare a chi, come me, ci è passato e sta ancora lottando!

E le canzoni a tematica amorosa più tradizionale? Niente di sbagliato per esempio…
Niente di sbagliato l’ho scritta dopo aver parlato con una mia amica che si era appena lasciata, non l’avevo mai vista così determinata nel voler prima di tutto amare sé stessa, una persona che per tutta la vita ha rinunciato a tanto per gli altri e a un certo punto ha detto “Basta! voglio pensare a me, se voglio farlo devo tagliare con il passato, mi farà venire sensi di colpa per paura di ferire ma è una cosa che devo fare” e mentre la vedevo così ho sentito di doverci scrivere una canzone.

Arriviamo all’ormai consueto gioco che faccio con tutti voi: Puoi collaborare con un qualsiasi artista, vivo, morto, irraggiungibile che sia non importa, puoi realizzare questo sogno, chi scegli?
Fiorella Mannoia

E invece collaborazioni più probabili e/o realistiche?
Ad oggi il mio sogno sarebbe quello di riunire tutti i miei amici cantautori emergenti che conosco e che non hanno la giusta luce che meritano, sarebbe bello fare una compilation e far vincere la semplicità, l’autenticità di queste persone che fanno canzoni per il gusto di farlo, senza dar troppo peso alle logiche di mercato e delle major, il mio sogno sarebbe portare in tour questo “collettivo “!

Nice nice, un’ultima cosa prima di salutarci, l’album uscirà il 2 giugno ma… progetti per il futuro?
Sto cercando date per il tour, vorrei fare degli Home Concert o cercare locali piccoli, con un pubblico ristretto, mi piace guardare negli negli occhi le persone che mi ascoltano, e con tanta gente c’è sempre il rischio che il tutto diventi più dispersivo. Non vorrei perdere il gusto dell’intimità… Non mi sento pronta per affrontare grandi palchi… poi in futuro, chissà…

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Uomo dell'anno 2006 secondo il Times,Procrastinatore olimpico, radio speaker senza seguito, drogato di musica e cinema, calamita per gente al limite del caso umano. Ma ho anche dei difetti. Ah e scrivo articoli.